Le delegazioni di Inter e Lazio, finaliste di Coppa Italia, sono state ricevute al Palazzo del Quirinale dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. L’incontro si è svolto alla vigilia della finale, alla presenza delle massime cariche dello sport italiano, tra cui il Ministro per lo Sport Andrea Abodi, il presidente del CONI e il presidente della Lega Serie A.
Dirigenti, staff tecnici e calciatori di entrambe le squadre, in abito formale, hanno atteso l’arrivo del Capo dello Stato in un’atmosfera di curiosità e rispetto. Prima dei discorsi ufficiali, i due allenatori, Simone Inzaghi e Maurizio Sarri, e i dirigenti si sono intrattenuti in brevi scambi di battute, mentre i giocatori osservavano con ammirazione i saloni istituzionali.
A prendere la parola sono stati i presidenti di CONI e Lega Serie A, che hanno sottolineato come la finale rappresenti una “vetrina mondiale” per il calcio italiano e un momento di orgoglio nazionale, ricordando ai giocatori la loro responsabilità come modelli per milioni di giovani.
Successivamente, sono intervenuti i due allenatori. Maurizio Sarri ha parlato a nome della Lazio, definendo un “grande onore” essere al Quirinale e sottolineando come lo sport sia prima di tutto una sfida con sé stessi. Simone Inzaghi, per l’Inter, ha evidenziato il valore educativo dello sport e il dovere di essere d’esempio, promettendo di onorare la competizione. Anche l’arbitro designato per la finale, Marco Guida, ha preso la parola, rilanciando l’invito a “disarmare le parole” per tutelare la figura arbitrale.
Il momento centrale dell’incontro è stato il discorso del Presidente Mattarella. Dopo aver ringraziato i presenti, ha auspicato che la finale sia “un giorno di festa”, trasmesso in oltre 150 Paesi. Ha elogiato la tradizione di Inter e Lazio e ha rivolto un appello esplicito alla correttezza: “Spero che l’invito a ‘disarmare le parole’ sia accolto anche dai tifosi. Bisogna disarmare anche i comportamenti”.
Mattarella ha poi allargato la sua riflessione allo stato del movimento calcistico nazionale. Dopo essersi complimentato con l’Inter per la vittoria dello scudetto, ha espresso rammarico per l’assenza del calcio italiano dai vertici delle competizioni internazionali per nazionali. “Stiamo vivendo un momento di pausa”, ha affermato, “e spero che ci sia presto una fase di rilancio. Non c’è in palio solo il trofeo, ma anche un risorgimento del nostro calcio”.
Al termine degli interventi, i capitani e i presidenti dei club hanno donato al Presidente le maglie delle squadre. Anche l’arbitro Guida ha omaggiato Mattarella con la divisa da gara. La cerimonia si è conclusa con il dono da parte della Lazio di una medaglia commemorativa di un suo storico successo.






