Pollenzo: studiata l’egoma, pianta della longevità

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Pianta asiatica
Pianta asiatica

È stata oggetto di uno studio approfondito da parte dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, in Piemonte, la Perilla frutescens, una specie botanica di origine asiatica conosciuta comunemente come egoma. Questo vegetale, appartenente alla stessa famiglia della menta e del basilico, è da secoli un pilastro della cucina e della medicina tradizionale in Giappone e Corea, dove viene spesso definita la “pianta anti-age”.

La ricerca condotta a Pollenzo ha esaminato le caratteristiche e le proprietà di questo superfood, confermando molte delle credenze popolari. I composti bioattivi presenti nell’egoma hanno dimostrato un potenziale anti-invecchiamento cellulare paragonabile a quello di alimenti noti come l’aglio, la cipolla e i broccoli, rendendola un alleato prezioso per il benessere generale.

Il segreto risiede principalmente nei suoi semi, da cui si estrae un olio vegetale con una concentrazione eccezionalmente alta di acido alfa-linolenico (ALA), un acido grasso essenziale della famiglia degli omega-3. Questo nutriente è fondamentale per la prevenzione dei disturbi cardiovascolari. Una recente revisione scientifica ha inoltre evidenziato come l’olio di perilla possa aiutare a modulare il metabolismo dei lipidi, contrastando le disfunzioni metaboliche legate a diete sbilanciate.

Le sue virtù non si limitano alla salute del cuore. I composti presenti nella Perilla frutescens hanno mostrato la capacità di ridurre i mediatori infiammatori, come il TNF-alfa e le interleuchine, suggerendo un effetto benefico nel controllo degli stati infiammatori cronici. Nella medicina tradizionale orientale, le sue foglie sono da sempre impiegate per favorire la digestione e alleviare disturbi gastrointestinali lievi.

Oltre agli usi salutistici, l’egoma presenta applicazioni sorprendenti in ottica di sostenibilità ambientale. Alcuni studi hanno esplorato il suo potenziale come insetticida naturale, offrendo un’alternativa ecologica ai prodotti chimici di sintesi in agricoltura. Le sue spiccate proprietà antibatteriche la rendono inoltre un candidato ideale per l’integrazione nei materiali di imballaggio alimentare, contribuendo a una migliore e più lunga conservazione dei cibi in modo del tutto naturale.

La coltivazione della Perilla frutescens si adatta bene anche al clima italiano, specialmente durante la stagione primaverile ed estiva. Predilige un clima caldo e temperato, con temperature ideali tra i 18°C e i 28°C, ma teme il freddo intenso. Va coltivata come pianta annuale, seminandola tra aprile e maggio quando il rischio di gelate è scongiurato.

Per una crescita ottimale, richiede un terreno leggero, ben drenato e ricco di sostanza organica, con un pH neutro o leggermente acido. I semi, molto piccoli, vanno disposti in superficie e coperti solo da un velo di terra. L’esposizione al sole pieno o a una mezz’ombra luminosa garantisce una crescita rigogliosa e foglie dal profumo intenso. Le annaffiature devono essere regolari per mantenere il terreno umido ma non fradicio.

In cucina, l’utilizzo è versatile. Le foglie fresche possono arricchire insalate, zuppe e cocktail, mentre quelle sbollentate sono perfette per avvolgere bocconcini di riso o pesce. I semi tostati aggiungono una nota croccante a salse e piatti unici. L’olio, invece, va usato rigorosamente a crudo per preservarne le qualità nutritive, ideale come condimento per verdure e insalate.

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