Zaniolo: ‘Ora sono un uomo, ho ritrovato il sorriso’

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Cronache sport calcio
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Nicolò Zaniolo ha parlato della sua profonda trasformazione, da ragazzo irrequieto a uomo consapevole. “Arriva un momento in cui ti guardi allo specchio e decidi se continuare a essere un ragazzino o dimostrare di avere una testa pensante”, ha spiegato l’attaccante, sottolineando come l’equilibrio sia diventato fondamentale nella sua vita e carriera.

Questo nuovo approccio è il risultato di un percorso personale, senza l’aiuto di professionisti. “Ho sempre parlato con la mia famiglia, ma l’equilibrio l’ho raggiunto passando attraverso gli errori”, ha confessato Zaniolo. Ha ammesso di aver sofferto i pregiudizi e l’etichetta di “bad boy”, spesso alimentata da suoi stessi comportamenti e amplificata da una piazza esigente come Roma.

Proprio riguardo al suo addio alla capitale, il giocatore ha espresso il suo più grande rammarico. “Se tornassi indietro, mi lascerei in maniera meno brusca. Roma mi ha accolto quando non ero nessuno, mi ha dato tutto e mi dispiace per come è finita”, ha dichiarato. Ha ricordato con affetto la vittoria in Conference League, decisa da un suo gol.

La carriera di Zaniolo è stata segnata da due gravi infortuni al legamento crociato nel 2020, che ne hanno minato la forza e la serenità. “Il primo l’ho preso come una sfida, ma il secondo mi ha fatto temere di non tornare quello di prima”, ha raccontato. Queste difficoltà, unite a esperienze poco fortunate all’estero, lo avevano portato a vivere il calcio con angoscia.

Secondo il calciatore, le parentesi in Turchia e Inghilterra non hanno funzionato perché non era mentalmente pronto dopo gli infortuni. Ha anche ricordato lo scambio che lo portò dall’Inter alla Roma da giovanissimo, definendolo un passaggio forse troppo affrettato per un diciottenne.

La rinascita è avvenuta a Udine, dove ha ritrovato il sorriso e l’amore per il gioco. “Su di me c’erano dubbi, ma ho promesso che avrei sudato la maglia e il resto è venuto di conseguenza”, ha affermato. Oggi Zaniolo si descrive come un giocatore diverso, più razionale e maturo, capace di fare la scelta giusta per la squadra.

Padre di due figli, vede nel proprio padre Igor un modello da seguire. “Vorrei essere per i miei figli la metà di quello che lui è stato per me”, ha detto con commozione. Guardando al futuro, non fa piani a lungo termine: “Sono felice a Udine, sono tornato a divertirmi. Oggi non penso a quello che sarà, ma a quello che è. E mi basta”.

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