Milan, futuro DS: D’Amico in pole per sostituire Tare

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Cronache sport calcio
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Le recenti dichiarazioni di Gerry Cardinale hanno scosso la dirigenza del Milan. Il presidente rossonero ha affermato di aver “investito tanto, ma non speso bene”, parole che suonano come una critica diretta alla gestione delle operazioni di mercato e che mettono in discussione le figure responsabili delle scelte tecniche.

Nel mirino è finito il direttore sportivo Igli Tare, al suo primo anno nel management del club. La sua assenza nella lunga intervista di Cardinale è apparsa significativa, così come la valutazione negativa sugli investimenti fatti, che ricade inevitabilmente sulla sua area di competenza.

Nonostante Tare abbia dichiarato di non aver ricevuto segnali dalla società e di saper gestire la pressione mediatica, la sua posizione appare precaria. Ogni decisione definitiva da parte della proprietà verrà comunque presa solo a campionato concluso, ma la riflessione su un possibile cambio è già in atto.

Nelle scorse settimane sono emerse anche indiscrezioni secondo cui il club, in alcune occasioni, si sarebbe mosso sul mercato senza una piena consultazione con il proprio direttore sportivo. Un quadro complesso che sembra avvicinare Tare all’addio.

Per la sua successione, il nome più accreditato è quello di Tony D’Amico, attuale ds dell’Atalanta. Il Milan lo aveva già corteggiato con insistenza la scorsa estate, ma all’epoca la società bergamasca aveva bloccato la sua partenza. Oggi lo scenario è radicalmente cambiato.

L’amministratore delegato dell’Atalanta, Luca Percassi, ha infatti aperto alla sua cessione, riconoscendo il valore del dirigente e la possibilità che le loro strade si separino. Queste parole hanno di fatto certificato la sua disponibilità sul mercato.

D’Amico è un profilo molto apprezzato per la sua abilità nel condurre un mercato sostenibile, generando plusvalenze, un approccio in linea con la filosofia di RedBird. Il Milan non è però l’unico club sulle sue tracce: anche Roma e Napoli hanno mostrato interesse.

Un’altra opzione, considerata al momento più remota, sarebbe una soluzione interna. Questa ipotesi vedrebbe Geoffrey Moncada spostarsi dall’area scouting alla direzione sportiva, uno scenario che potrebbe concretizzarsi in caso di un ampliamento del potere decisionale di Zlatan Ibrahimović.

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