Un anno fa, il Milan ha scelto Igli Tare come nuovo direttore sportivo. Dodici mesi dopo, il suo futuro in rossonero appare incerto. Nonostante non siano arrivate comunicazioni ufficiali, in vista di due partite decisive per la stagione, tutto suggerisce che le strade tra il club e il dirigente si separeranno.
Le recenti dichiarazioni di Gerry Cardinale, critiche sulla gestione del mercato, hanno rafforzato questa ipotesi e aperto un dibattito sul reale impatto di Tare durante la sua gestione.
Le critiche si concentrano sulle operazioni estive. Cardinale ha espresso insoddisfazione per come sono state investite le risorse, e Tare è stato il principale architetto di quella sessione di mercato. Il ds ha puntato con decisione su Luka Modric come leader tecnico e ha spinto per gli innesti di Granit Xhaka e Ardon Jashari a centrocampo.
Se l’operazione Xhaka è poi sfumata, il club ha appoggiato pienamente l’acquisto di Jashari, arrivato dopo una lunga trattativa. A queste si aggiungono le scelte di Athekame e il prestito invernale di Füllkrug, mentre le mosse finali di gennaio sono state gestite da Giorgio Furlani. Le maggiori responsabilità attribuite a Tare riguardano Jashari e Christopher Nkunku, pagati rispettivamente 34 e 37 milioni e autori di una prima stagione considerata deludente.
A difesa dell’operato di Tare, però, vi sono elementi significativi. L’ingaggio di Luka Modric si è rivelato una delle migliori operazioni del club, portando esperienza e qualità. Per quanto riguarda Jashari e Nkunku, un’analisi più approfondita offre una prospettiva diversa.
Jashari ha faticato a trovare continuità, anche a causa di un infortunio, e ha avuto poche occasioni per mettersi in mostra, con appena cinque presenze da titolare. Nkunku, d’altra parte, ha mantenuto una media realizzativa paragonabile a quella degli attaccanti titolari, segnando un gol ogni 202 minuti. Le sue migliori prestazioni sono coincise con l’unico periodo in cui ha giocato con costanza, tra dicembre e febbraio.
Il giudizio definitivo sul lavoro di Tare e sull’intera stagione del Milan resta sospeso, legato all’esito delle prossime partite. La sfida contro il Genoa sarà decisiva per il futuro europeo.
Una vittoria metterebbe il destino Champions nelle mani della squadra, che potrebbe chiudere i conti qualificazione nell’ultima giornata contro il Cagliari. Al contrario, un risultato negativo complicherebbe il percorso e getterebbe un’ombra sul lavoro di tutti, rendendo il bilancio finale molto più amaro.




