Cinquant’anni dopo il 16 maggio 1976, il Torino ha celebrato la conquista del suo primo scudetto dopo la tragedia di Superga. I campioni di allora, tra cui Claudio Sala, Paolo Pulici e Renato Zaccarelli, sono stati accolti allo stadio Olimpico Grande Torino con un grande affetto da parte dei tifosi.
L’evento si è trasformato in un abbraccio collettivo che ha coinvolto i protagonisti di tutta la storia granata, dai giocatori degli anni Sessanta fino a quelli degli anni Duemila, uniti nel ricordo e nella festa.
La giornata di celebrazioni ha avuto inizio con un momento dedicato alla solidarietà: una partita disputata dai ragazzi della squadra “100% Ugi Torino”, composta da pazienti oncologici dell’Ospedale infantile Regina Margherita. Claudio Sala, capitano di quella squadra e anima dell’evento, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa.
Sala ha spiegato che la celebrazione dello scudetto è stata volutamente legata a un’azione benefica per i bambini, annunciando la raccolta di 40.000 euro destinati a Casa Ugi. Nel suo discorso, ha confidato: “Essere stato il capitano del Torino del primo scudetto dopo Superga non può avere eguali”.
Grande emozione anche per Paolo Pulici, salutato da un boato a ogni suo movimento. L’ex attaccante ha riproposto il suo celebre gesto con i pugni al cielo, spiegando che fu una richiesta degli ultras che lui ha poi mantenuto per tutta la carriera.
All’evento hanno partecipato anche campioni di altre epoche. Angelo Cereser, simbolo degli anni Sessanta, era presente insieme a Beppe Dossena, Alessandro Bonesso e Fortunato Torrisi, premiati per la storica rimonta nel derby del 1983 vinto per 3-2.
Bonesso ha infiammato il pubblico ricordando lo slogan “Torino è stata e resterà granata”, mentre altri ex come Roberto Policano e Antonio Comi hanno condiviso i loro ricordi e lanciato un appello all’unità tra società, squadra e tifosi per il futuro.
In campo si è svolta una partita amichevole tra una selezione di ex giocatori granata, come Fuser, Ferrante e Rosina, che hanno voluto però definirsi “comprimari” rispetto agli eroi del 1976. Il momento più toccante si è vissuto durante l’intervallo.
Mentre il gruppo Senso Unico intonava la canzone “Quel giorno di pioggia”, sugli schermi dello stadio sono state proiettate le immagini degli “Immortali” e della tragedia di Superga, unendo in un unico brivido tutte le generazioni di tifosi presenti.




