Juventus, Elkann deciderà il futuro dopo il derby

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Cronache sport calcio
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La Juventus ha affrontato un finale di stagione caratterizzato da una profonda confusione, che ha generato incertezza sulla programmazione futura. L’instabilità non deriva da un conflitto generalizzato, ma da un’operatività lenta e da una struttura con ruoli poco funzionali.

Il rapporto tra l’allenatore Luciano Spalletti e l’amministratore delegato Comolli è un punto chiave di questa situazione. Il tecnico ha idee precise su come ridisegnare la squadra per tornare al successo, ma le divergenze con la dirigenza sono emerse fin dalla sua nomina. All’epoca, Giorgio Chiellini ha spinto per portare l’ex CT a Torino, mentre Comolli ha valutato anche altri profili come Palladino, che aveva già collaborato al Monza con Francesco Modesto.

Proprio Modesto, scelto da Comolli come direttore tecnico, è diventato il principale riferimento per la squadra, ma ha agito spesso anche come braccio operativo dell’ad sul mercato. Spalletti ha richiesto rinforzi di esperienza, come un centravanti a gennaio, scontrandosi con una visione dirigenziale più orientata a profili sperimentali individuati tramite algoritmi. L’allenatore non ha accettato compromessi e ha cercato un dialogo diretto con la proprietà.

In questo scenario, il ruolo di Giorgio Chiellini è considerato centrale per il rilancio. L’ex capitano, attuale responsabile delle strategie, non intende occuparsi dell’area tecnica ma possiede la credibilità per tracciare una via che riporti il club ai suoi valori storici. La sua visione strategica ha suggerito l’ingaggio di un allenatore esperto dopo l’esonero di Tudor e un mercato focalizzato su giocatori affidabili e già affermati in Serie A, per ridurre i margini di errore.

Questa strategia favorirebbe profili che conoscono già le pressioni di un grande club, evitando scommesse come Douglas Luiz e preferendo giocatori come Kalulu. La figura del direttore sportivo, Marco Ottolini, appare invece marginalizzata. Scelto da Comolli a ridosso del mercato di gennaio, finora ha avuto un potere decisionale limitato, con l’ad che ha gestito le trattative in prima persona, avvalendosi anche di intermediari esterni.

La sua attività si è limitata a un infruttuoso giro di contatti per un attaccante, sollevando dubbi sul suo reale campo d’azione, forse sovrapposto a quello di Modesto o eccessivamente ristretto. La situazione riflette la scelta di Comolli di non mantenere un confronto costante con l’allenatore, preferendo affidarsi ai suoi collaboratori e ai dati.

Spalletti ha invece trovato un alleato in Chiellini, che però necessita di un riconoscimento formale del suo ruolo da parte della proprietà. John Elkann ha analizzato attentamente le criticità emerse e ha deciso di pianificare il futuro. Le decisioni sull’organigramma e sulla struttura societaria verranno comunicate all’inizio della prossima settimana, dopo il derby con il Torino, da cui ci si attende una reazione d’orgoglio.

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