I campi degli Internazionali di Roma sono stati più lenti del solito nell’ultima edizione. Una sensazione diffusa tra giocatori e addetti ai lavori che ha trovato poi conferma nei dati ufficiali.
Secondo i rilievi, il Court Pace Index (Cpi), l’indice che misura la velocità del campo, è sceso a un coefficiente di 25,3 contro il 28,9 dell’anno precedente. Questo rallentamento ha reso il torneo un banco di prova significativo in vista del Roland Garros, date le somiglianze nelle condizioni ambientali e nella velocità delle palle, specialmente durante le partite diurne. Per riferimento, il Cpi dello Slam parigino ha oscillato negli ultimi anni tra 21 e 22.
Il Court Pace Index si basa su un coefficiente che calcola la rapidità di una superficie incrociando due variabili: l’attrito e la restituzione verticale. I dati vengono raccolti direttamente dal sistema di telecamere a triangolazione Hawk-Eye durante gli incontri reali. L’indice rappresenta quindi la velocità effettiva dei campi, calcolata come media sui giorni di gara del torneo ATP.
Anche altri tornei sulla terra battuta offrono termini di paragone. Montecarlo, simile a Roma per altitudine e periodo, ha riportato un Cpi di 26,7. Madrid, con la sua Caja Mágica a oltre 600 metri sul livello del mare, ha registrato una media di 30,5, confermandosi un torneo con una superficie più veloce della media. Un altro indicatore, la percentuale di ace corretta per servizio e risposta, ha mostrato per l’edizione precedente di Madrid un punteggio di velocità di 0,78, contro lo 0,66 del Roland Garros. L’ultima edizione di Roma ha ottenuto un punteggio di 0,64, quasi identico a quello di Parigi dell’anno prima, a riprova della forte dipendenza tra ace e rapidità del campo.
Il rallentamento della terra di Roma non è dipeso da un cambiamento nel tipo di terra usata o nel suo trattamento. Essendo un torneo all’aperto, le condizioni meteorologiche hanno giocato un ruolo decisivo rispetto all’edizione precedente, che era stata prevalentemente soleggiata. Quest’anno, invece, le temperature più basse e i frequenti scrosci di pioggia hanno influenzato la velocità di gioco. I giorni nuvolosi e l’umidità rendono il campo più lento e la palla più pesante. In questo calcolo rientrano anche le sessioni serali, durante le quali l’aumento dell’umidità tende a rallentare ulteriormente il gioco.





