Milan, si valuta il dopo-Furlani per il ruolo di CEO

85
Cronache sport calcio
Cronache sport calcio

Il finale di stagione del Milan non determinerà solo i verdetti sportivi, ma aprirà anche a importanti riflessioni sulla struttura societaria. La qualificazione alla prossima Champions League, obiettivo dichiarato, influenzerà le strategie future, ma una delle posizioni chiave, quella dell’amministratore delegato, potrebbe subire un cambiamento a prescindere dal risultato sul campo.

La gestione di Giorgio Furlani è attualmente al centro delle valutazioni. Sotto il profilo finanziario, il club ha mostrato una conduzione solida, con risultati economici che hanno attestato la validità del suo operato. Tuttavia, all’interno della società è emersa la necessità di un rinnovamento volto a creare una maggiore sintonia tra le diverse aree del club.

A pesare sulle decisioni ci sarà anche un clima esterno non sempre favorevole all’attuale amministratore delegato. Lo stesso Furlani, inoltre, potrebbe scegliere di fare un passo indietro per tornare a occuparsi di attività più vicine al suo background professionale, aprendo così la strada a un nuovo corso dirigenziale per il club rossonero.

In caso di un cambio al vertice, sono diversi i profili presi in considerazione. Il primo nome sulla lista, per il peso della sua storia e per il legame con il club, è quello di Adriano Galliani. Per trentuno anni al vertice del Milan durante la gestione Berlusconi, ha contribuito a un ciclo di successi che ha portato in bacheca 29 trofei, rendendolo il dirigente più vincente nella storia della società.

Un suo eventuale ritorno potrebbe rappresentare un tentativo di ricreare quel modello vincente. Un fattore determinante è il rapporto di profonda amicizia che lega Galliani a Massimiliano Allegri, un allenatore con cui ha già lavorato e che con lui al vertice si sentirebbe in una posizione di maggiore stabilità e fiducia.

Galliani non è però l’unica opzione sul tavolo della dirigenza. Tra i candidati alternativi spiccano figure che si sono distinte in altre realtà del calcio italiano. Giovanni Carnevali, amministratore delegato del Sassuolo, è stato apprezzato per aver saputo ottenere risultati sportivi ed economici significativi gestendo un club di provincia.

Un altro profilo di interesse è quello di Claudio Fenucci, l’ad del Bologna che ha appena guidato la sua squadra a una storica qualificazione in Champions League. L’adozione di una di queste soluzioni potrebbe comportare anche l’inserimento di una nuova figura per la direzione sportiva. Le prossime settimane saranno decisive per delineare il futuro assetto dirigenziale del Milan.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome