È stata presentata a San Pietro all’Olmo, vicino Milano, la campagna di informazione triennale ‘UE Veal: vitello, il gusto della condivisione sostenibile’. L’iniziativa è stata promossa dalle organizzazioni interprofessionali di Italia (Assocarni), Francia (Interbev) e Belgio (Vlam), con il supporto dei Paesi Bassi (SBK).
L’evento di lancio, ospitato nel ristorante D’O dello chef Davide Oldani, ha creato una connessione internazionale inedita. Grazie a un sistema di traduzione digitale in tempo reale, giornalisti e stakeholder di Parigi, Bruxelles e Milano hanno dialogato e condiviso un momento conviviale, incarnando lo spirito della campagna: unire le persone attorno alla cultura gastronomica europea.
Il progetto si è posto l’obiettivo di superare il “paradosso informativo” che caratterizza il dibattito sulla sostenibilità. Studi recenti evidenziano un pubblico sensibile a queste tematiche, ma poco informato sui moderni processi produttivi. Un sondaggio Assocarni ha rivelato che, sebbene oltre il 90% degli italiani consideri qualità e sicurezza fattori chiave, solo il 15% conosce le rigide normative europee sul benessere animale e sulla drastica riduzione degli antibiotici.
La campagna mira a decostruire i pregiudizi con la trasparenza, raccontando una filiera che in Europa produce 527.000 tonnellate di carne all’anno. L’87% di questa produzione proviene proprio dai quattro Paesi partner. L’ambasciatore per l’Italia è lo chef Davide Oldani, che ha interpretato la versatilità della materia prima con un menù “zero sprechi”, valorizzando tagli diversi per ridurre gli scarti.
“La sostenibilità non è un concetto astratto, ma un gesto quotidiano che unisce chi produce e chi consuma,” ha spiegato Oldani. “La ricerca del gusto non può essere separata dalla giustizia della produzione. Vogliamo mostrare che mangiare in modo consapevole non significa rinunciare al sapore, ma valorizzare le risorse nel rispetto della filiera”.
Il settore del vitello rappresenta un modello di economia circolare, strettamente legato alla filiera lattiero-casearia. In Europa nascono ogni anno circa 4 milioni di vitelli da mandrie da latte: la loro valorizzazione come risorsa alimentare è cruciale per la sostenibilità ambientale dell’intero settore del latte.
L’allevamento del vitello si distingue inoltre per un uso efficiente delle risorse idriche, con l’80-90% dell’acqua impiegata classificata come ‘acqua verde’ (piovana), e per un ridotto impatto in termini di emissioni enteriche di metano rispetto ad altri tipi di allevamento.
Serafino Cremonini, presidente di Assocarni, ha sottolineato l’importanza strategica del progetto: “La carne di vitello incarna l’evoluzione della zootecnia europea verso traguardi ambiziosi nella lotta all’antibiotico-resistenza e nella tutela ambientale, supportati dalla Politica Agricola Comune 2023-2027. In Italia abbiamo sistemi d’avanguardia come ClassyFarm. Questo è un patto di trasparenza con il consumatore”.
La cena inaugurale è stata solo il primo capitolo di un percorso che per tre anni attraverserà i Paesi partner con attività dedicate a consumatori e professionisti. L’iniziativa si inserisce nel quadro delle campagne ‘Enjoy, it’s from Europe’ della Commissione Europea, volte a promuovere l’eccellenza agroalimentare dell’Unione.

















