L’ordine di John Elkann alla dirigenza della Juventus è stato perentorio: trovare un’intesa per il bene del club. Una direttiva che mette alla prova il rapporto tra l’amministratore delegato Damien Comolli e l’allenatore Luciano Spalletti, divisi su decisioni cruciali come il futuro di Douglas Luiz.
Il centrocampista brasiliano rappresenta il primo, grande banco di prova per la nuova coppia al comando. Rientrato dal prestito all’Aston Villa, con cui ha appena vinto l’Europa League, il suo destino è incerto. Gli inglesi, infatti, non sembrano intenzionati a esercitare il diritto di riscatto fissato a 25 milioni di euro, trasformando il giocatore in un potenziale problema di bilancio per la Juventus.
Per l’ad Comolli, la strada è una sola: la cessione. Il dirigente francese, chiamato a far quadrare i conti dopo la mancata qualificazione in Champions League, considera Douglas Luiz una costosa eredità della gestione precedente. Venderlo al miglior offerente è una priorità per fare cassa ed evitare minusvalenze, dopo l’investimento da 50 milioni di euro effettuato per portarlo a Torino.
Di parere opposto è Luciano Spalletti. L’allenatore vede nel brasiliano un’opportunità tecnica da non sprecare. È intrigato dall’idea di reinventarlo come regista basso, un ruolo che ha reso celebri giocatori come David Pizarro e Stanislav Lobotka nelle sue squadre passate. Secondo il tecnico, le difficoltà del giocatore nella sua prima stagione in bianconero, segnata da infortuni e prestazioni deludenti, non rispecchiano il suo reale valore.
Spalletti ha fatto capire che, senza le risorse economiche della Champions, sarà fondamentale valorizzare i talenti già in rosa. Per questo ha chiesto di poter valutare personalmente Douglas Luiz durante il ritiro estivo, prima di avallare una sua partenza. L’obiettivo è capire se il brasiliano possa diventare quell’architetto di gioco che manca alla squadra, trasformando un problema finanziario in una risorsa tecnica.
La visione dell’allenatore si scontra però con il pragmatismo di Comolli, che punta a chiudere l’operazione in uscita prima dell’inizio della preparazione a luglio. La mediazione tra la prospettiva tecnica di Spalletti e le esigenze economiche della società sarà dunque il primo, delicato compito per la dirigenza, chiamata a trovare una sintesi che accontenti tutti, come richiesto dalla proprietà.






