La Lombardia ha aperto la strada già dal 2017 con una legge regionale che ha previsto la possibilità di accogliere cani, gatti e conigli all’interno di ospedali e Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA). Questa iniziativa ha delegato alle singole strutture la definizione delle modalità operative, innescando un cambiamento culturale significativo. Anche altre regioni come Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto hanno seguito l’esempio, sviluppando progetti simili in collaborazione con ASL e università.
Diverse case di riposo lombarde si sono adeguate per ospitare gli amici a quattro zampe. Strutture a Milano e Brescia, ad esempio, hanno attrezzato alloggi specifici e integrato servizi di Pet Therapy, riconoscendo formalmente il ruolo cruciale che gli animali domestici possono svolgere nel benessere degli anziani.
I benefici di questa convivenza sono stati ampiamente documentati. Innanzitutto, il contatto con un animale si è rivelato un potente antidoto contro la solitudine e la depressione. La presenza di un cane o di un gatto aumenta il senso di compagnia, stimola emozioni positive e affetto, diventando per molti un punto di riferimento emotivo fondamentale.
Sul piano psicologico, accarezzare un animale ha dimostrato di favorire il rilassamento, con una conseguente diminuzione dei livelli di stress e un abbassamento della pressione arteriosa. Nei pazienti con demenza o Alzheimer, in particolare, si è osservata una notevole riduzione dell’agitazione comportamentale.
Gli animali agiscono anche come catalizzatori per la stimolazione cognitiva. Hanno aiutato gli anziani a riattivare ricordi, a migliorare l’attenzione e a facilitare la comunicazione. Spesso, la semplice presenza di un amico a quattro zampe incoraggia gli ospiti a raccontare esperienze passate, favorendo l’orientamento temporale ed emotivo.
La socializzazione è un altro aspetto chiave. Un cane, in particolare, funge da “ponte sociale”, facilitando le interazioni tra gli ospiti, con gli operatori e con i familiari. Anche le persone più chiuse hanno mostrato una maggiore apertura alla partecipazione ad attività di gruppo.
I vantaggi non sono solo emotivi ma anche motori. Passeggiate assistite, piccoli esercizi di coordinazione e gesti semplici come spazzolare un gatto contribuiscono a mantenere la mobilità e la manualità fine.
La validità di questo approccio è stata confermata da solide prove scientifiche. L’American Heart Association ha ribadito nel 2022 che possedere un animale domestico è associato a una riduzione del rischio di morte. Una metanalisi basata su 3,8 milioni di partecipanti ha evidenziato una diminuzione del 24% della mortalità per tutte le cause e del 65% per i pazienti con pregressi problemi cardiaci.
Il professor Andrea Ungar, presidente della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, ha definito la relazione con un animale un vero e proprio “fattore di salute”. Secondo l’esperto, oltre a combattere la solitudine, avere un cane spinge a uno stile di vita più attivo, con benefici concreti come la riduzione della pressione e del colesterolo.
In definitiva, la presenza degli animali ha trasformato l’ambiente di molte RSA, rendendolo meno ospedaliero e più familiare. Questa evoluzione migliora il tono emotivo generale e favorisce relazioni più umane, creando un ecosistema di cura più completo e sereno.














