Tragedia all’ospedale Cardarelli: paziente si lancia dal terzo piano

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ospedale cardarelli napoli

NAPOLI – Tragedia all’ospedale Cardarelli. Una paziente di 58 anni ricoverata nel reparto Grandi Ustionati si è tolta la vita lanciandosi dal terzo piano del padiglione 3, sede della Terapia Intensiva e dell’unità specializzata nella cura delle gravi ustioni.

Sulle cause del gesto sono ora in corso accertamenti da parte delle forze dell’ordine e della direzione sanitaria dell’azienda ospedaliera. La donna era ricoverata dopo essere rimasta vittima di un incidente sul lavoro avvenuto nella sua pasticceria, nella frazione Fonte di Roccadaspide, nel Salernitano.

Secondo quanto ricostruito, aveva riportato ustioni in seguito al contatto accidentale con olio bollente durante le attività svolte nel laboratorio dell’esercizio commerciale. Dopo il trasferimento al Cardarelli, era stata presa in carico dal personale medico del reparto Grandi Ustionati, struttura di riferimento regionale per i casi più complessi.

Le sue condizioni cliniche, pur serie, sembravano in progressivo miglioramento. La paziente era infatti prossima alle dimissioni e avrebbe dovuto iniziare un percorso di chirurgia plastica ricostruttiva per affrontare le conseguenze fisiche riportate nell’incidente.

Nel corso della degenza le era stato garantito anche un sostegno psicologico specialistico, misura prevista per i pazienti ricoverati in reparti caratterizzati da forte impatto emotivo e da percorsi terapeutici particolarmente traumatici. Nonostante le precauzioni adottate all’interno del reparto, la donna è riuscita a compiere il gesto estremo dalla finestra del bagno.

Il reparto Grandi Ustionati del Cardarelli dispone infatti di protocolli specifici per la prevenzione di atti autolesionistici, con sistemi di videosorveglianza e barriere di protezione alle finestre, proprio in considerazione della fragilità psicologica che può interessare pazienti sottoposti a lunghi ricoveri e a traumi fisici importanti. Le misure di sicurezza non sono però bastate a evitare il dramma.

L’episodio ha sconvolto medici, infermieri e operatori sanitari dell’ospedale napoletano, che ogni giorno affrontano situazioni cliniche complesse e spesso segnate da un forte carico umano ed emotivo. Dopo l’accaduto, oltre agli accertamenti delle forze dell’ordine, la direzione sanitaria ha avviato un’indagine interna per chiarire eventuali criticità nelle procedure di controllo e ricostruire nel dettaglio quanto avvenuto nelle ore precedenti alla tragedia.

Sulla vicenda è intervenuto anche Nino Matteo, segretario territoriale della Cisl Funzione Pubblica, che ha evidenziato la necessità di maggiori investimenti nel sostegno psicologico e nelle risorse destinate agli ospedali.

“Servirebbero maggiori finanziamenti per aumentare il supporto psicologico a una determinata categoria di pazienti, i cui risvolti clinici possono incidere in maniera irreparabile sulla psiche”, ha dichiarato il sindacalista.

“Siamo tutti sconvolti per l’accaduto. Ancora una volta emerge la necessità di sostenere con maggiori uomini e mezzi i professionisti che lavorano al Cardarelli e negli altri ospedali di Napoli”.

Le parole del rappresentante sindacale riportano l’attenzione su una problematica sempre più rilevante nel sistema sanitario: il peso psicologico delle lunghe degenze e delle patologie traumatiche. Nei reparti come quello Grandi Ustionati, dove i pazienti affrontano dolore fisico, interventi complessi e percorsi di riabilitazione spesso lunghi, il sostegno mentale diventa parte integrante del percorso di cura dei pazienti ricoverati in ospedale.

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