Urbano Cairo ha svelato un importante retroscena riguardante la scelta del commissario tecnico della Nazionale. Il presidente del Torino ha affermato che la Lega Serie A aveva espresso una chiara preferenza per Antonio Conte, ma la decisione finale presa dal commissario federale Giovanni Malagò è andata in un’altra direzione.
“Lo avrei scelto perché è necessario dare un impulso forte, in modo da partire subito bene”, ha spiegato Cairo. “Conte lo stimo, aveva già fatto bene con una Nazionale che non era eccezionale. In Lega c’era una propensione per lui, ma Malagò ha scelto diversamente”.
Nonostante la divergenza di vedute, il patron granata ha rivolto un augurio alla squadra azzurra. “Malagò è il responsabile delle scelte e da parte mia riceve un grande in bocca al lupo. È nell’interesse di tutti che le cose vadano bene, e fin da subito”. Ha poi sottolineato l’urgenza di ottenere risultati, data l’importanza della Nations League per il ranking FIFA dopo la mancata qualificazione a tre Mondiali consecutivi, definita “un disastro”.
Il discorso si è poi spostato sul futuro del Torino FC. Cairo ha confermato la sua apertura a una possibile cessione del club, di cui è proprietario da quasi 21 anni. “Se si presenta qualcuno abbastanza ricco e tifoso, con la capacità di mantenere la squadra, sono disponibile a vendere. Per ora non ho ricevuto offerte scritte, ma quando arriveranno le valuterò”.
Questa apertura, tuttavia, non diminuirà il suo impegno per la stagione corrente. “Anche se ho detto che potrei vendere, non significa che mi impegnerò di meno. Se questa sarà la mia ultima stagione, voglio chiuderla alla grandissima e lasciare un gruppo forte a chi mi succederà”.
Il presidente ha espresso fiducia nel nuovo progetto tecnico guidato da Ignazio Abate, definito “un allenatore con idee, voglia e ambizione”, confermando che la campagna acquisti non è ancora terminata. “In squadra sono già stati fatti buoni innesti e altri ancora ne faremo”, ha assicurato.
Infine, Cairo ha offerto una riflessione sulla politica del calcio internazionale, criticando alcune mosse del presidente della FIFA Gianni Infantino. Ha espresso perplessità su decisioni come la vendita di quote del Mondiale a investitori esterni, sostenendo la necessità di scelte più condivise e meno personalistiche.






