Mathieu Flamini ha vissuto una trasformazione unica: da centrocampista di Arsenal e Milan a imprenditore nel campo della chimica sostenibile. La sua seconda vita è iniziata durante l’esperienza rossonera, un periodo che lui stesso ha definito cruciale per la sua crescita manageriale.
“Sono diventato imprenditore grazie a Silvio Berlusconi, che è stato una fonte d’ispirazione”, ha raccontato Flamini. L’incontro con l’allora presidente del Milan e l’ambiente di Milanello hanno stimolato la sua vena imprenditoriale, portandolo a fondare GFBiochemicals mentre era ancora un calciatore in attività.
L’azienda si è specializzata nella produzione di sostanze chimiche ecologiche ricavate da biomasse vegetali. Queste rappresentano un’alternativa ai derivati del petrolio comunemente utilizzati in prodotti come shampoo e detergenti. “Cerchiamo alternative più sicure per l’ambiente e, di conseguenza, per la salute umana”, ha spiegato l’ex calciatore.
Con oltre 200 brevetti depositati, GFBiochemicals è diventata un’azienda di riferimento nel suo settore, vendendo i propri prodotti su scala globale. “Abbiamo impiegato più di dieci anni a sviluppare i brevetti”, ha aggiunto Flamini, “una volta fatto, siamo andati sul mercato. E questa è la fase più divertente”.
La transizione dal campo da gioco all’ufficio direzionale è stata facilitata dalle competenze acquisite nel mondo del calcio. Flamini ha sottolineato come disciplina, lavoro di squadra, visione e capacità di sacrificio siano fondamentali in entrambi gli ambiti. “Nel calcio puoi avere tutto il talento del mondo, ma senza mentalità non vai lontano. Lo stesso vale per l’imprenditoria”.
La sua vita, come ha ammesso, è un paradosso. Da studente non amava la chimica e l’inglese, le due materie che oggi sono alla base del suo successo professionale. “Nel calcio bisogna avere idee chiare e affidarsi alle persone giuste. Nella chimica è lo stesso”, ha dichiarato.
L’adrenalina della competizione è rimasta una costante. “Sono una persona competitiva. L’adrenalina è la mia ‘droga’, vivo di sfide e non mi fermo mai”, ha confessato. Questo spirito lo applica anche alla sua filosofia di vita, incentrata su performance e benessere.
Per Flamini, la sostenibilità è strettamente legata alla salute individuale. “Per me la cosa più importante è vivere a lungo e in salute. Mangio una volta al giorno, bevo tre litri d’acqua e non consumo proteine animali per essere sempre lucido e attivo”. Ha sostenuto che la vera battaglia consiste nel migliorare la qualità della vita, partendo da ciò che si consuma.
Guardando al mondo del calcio, l’ex centrocampista ha offerto la sua analisi sulla recente stagione del Milan. Da tifoso rossonero, ha auspicato un futuro basato su una “proprietà forte, con persone competenti e capaci”, sottolineando l’importanza di ritrovare armonia e una linea comunicativa chiara.








