L’ex difensore Marios Oikonomou è deceduto all’età di 33 anni. Il calciatore greco, noto in Italia per il suo passato nel Bologna, si è spento all’ospedale di Giannina, sua città d’origine, a causa delle conseguenze di un grave incidente stradale. L’evento risale al 23 maggio, quando la sua vita è stata irrimediabilmente compromessa.
La dinamica dell’incidente è stata devastante. Oikonomou si trovava alla guida del suo scooter in una via centrale di Giannina quando è stato coinvolto in uno scontro con un’automobile. Secondo le ricostruzioni, il veicolo stava tentando un’inversione di marcia, manovra che ha portato al violento impatto. Le sue condizioni sono apparse immediatamente gravissime.
Soccorso e trasportato in codice rosso all’Ospedale Universitario di Giannina, i medici hanno riscontrato lesioni alla testa estremamente serie, che hanno subito fatto temere per la sua vita. È stato sottoposto a un intervento d’urgenza di craniectomia decompressiva nel tentativo di ridurre la pressione intracranica. Nonostante l’operazione e i giorni trascorsi nel reparto di terapia intensiva, il suo corpo non ha retto.
Oikonomou ha legato il suo nome al calcio italiano principalmente durante la sua militanza nel Bologna, dal 2014 al 2017. Con il club emiliano è stato protagonista di una promozione dalla Serie B alla Serie A, diventando un punto di riferimento per la difesa rossoblù. La sua esperienza nel nostro campionato è proseguita con le maglie di altre squadre come Bari, Spal, Cagliari e Sampdoria.
A livello internazionale, ha avuto l’onore di rappresentare il suo Paese, collezionando sei presenze con la nazionale maggiore della Grecia. Dopo aver lasciato l’Italia, la sua carriera è continuata con successo all’estero. Ha giocato in patria con l’AEK Atene per poi trasferirsi in Danimarca, al Copenaghen, dove ha raggiunto un traguardo prestigioso vincendo il campionato danese nella stagione 2021-2022.
Aveva appeso gli scarpini al chiodo da poco, nel 2024, dopo una breve parentesi con il Panaitolikos. La scelta di ritirarsi lo aveva riportato a casa, a Giannina, la città dove tutto era iniziato. Proprio con la squadra locale, il Pas Giannina, aveva mosso i primi passi nel calcio professionistico, chiudendo un cerchio ideale tra l’inizio e la fine prematura della sua vita.













