NOMI. Scoperta la ‘centrale’ dei falsi marescialli a Quarto: 4 arresti per truffe telefoniche

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Operazione dei carabinieri
Operazione dei carabinieri

QUARTO – “Clicchi sul link che le ho mandato e segua le indicazioni”. Poi, con un tono che trasmette autorità e urgenza: “Sono il maresciallo della caserma”. Dall’altra parte della cornetta, il battito cardiaco di un’anziana ignara accelera. E’ la trappola perfetta: un mix di paura e manipolazione digitale, costruita ad arte tra le mura di un appartamento anonimo in via Crocillo, a Quarto. Qui, protetti dal silenzio di una tranquilla palazzina, quattro uomini avevano allestito una vera e propria centrale del crimine, un call center dell’orrore dedicato a svuotare, un click alla volta, i conti correnti delle vittime.

Ma la carriera da “falsi marescialli” si è interrotta bruscamente ieri mattina, sotto gli occhi attenti dei carabinieri della tenenza di Quarto, che da giorni tenevano sotto scacco l’edificio, fiutando che tra quegli appartamenti qualcosa di illecito stava prendendo forma. Quando i militari hanno deciso di chiudere il cerchio, si sono trovati di fronte a un ostacolo: la porta era blindata e l’effetto sorpresa rischiava di sfumare in una corsa contro il tempo per distruggere le prove. E’ stato allora che i carabinieri hanno giocato d’astuzia. Nessuna irruzione rumorosa, nessun ariete: con un gesto rapido e preciso, hanno staccato il contatore generale della corrente elettrica. In un attimo, il call center è piombato nel buio.

L’improvvisa assenza di luce ha fatto saltare i nervi ai quattro malviventi, interrompendo la catena di montaggio della truffa. Il panico ha preso il sopravvento: uno degli uomini, nel tentativo disperato di sbarazzarsi di una prova compromettente, ha spalancato la finestra e lanciato un telefono cellulare nel vuoto. Un errore fatale. Sotto la palazzina, una squadra di carabinieri era già posizionata proprio per prevenire manovre simili: il dispositivo è stato recuperato al volo, ancora caldo e funzionante, cristallizzando i messaggi e i contatti pronti per essere utilizzati.

Mentre gli occupanti, confusi, aprivano la porta per capire cosa fosse successo, i militari hanno fatto irruzione. Non c’è stata resistenza, solo la rassegnazione di chi sa di essere stato battuto in casa propria. All’interno, la scena che si è presentata agli occhi degli investigatori era quella di una fabbrica del raggiro. Sul tavolo, un arsenale tecnologico: 17 cellulari, un computer portatile e ben 101 Sim telefoniche, pronte per essere ruotate e utilizzate per chiamate sempre diverse, rendendo difficile il tracciamento.

L’attività era frenetica. In tempo reale, i carabinieri hanno documentato sette tentativi di frode in corso. Una di queste era stata appena portata a termine: una povera anziana di Roma, vittima di un abile gioco psicologico, aveva appena visto svanire dal proprio conto ben 18mila euro, convinta di parlare con le forze dell’ordine. Dietro la voce rassicurante e l’accento settentrionale forzato – studiato per ingannare gli anziani del Nord, spesso più proni a fidarsi di una cadenza distante – c’erano quattro volti già noti agli archivi delle forze dell’ordine.

Si tratta di Mario Castaldo 44 anni, Salvatore Celio, 25 anni, Antonio Napolitano, 30 anni e Antonio Perrella, 25 anni. Tutti e quattro sono finiti in manette con l’accusa di concorso in frode informatica. Ora, dopo la notte trascorsa dietro le sbarre, attendono il giudizio in regime di arresti domiciliari. Quello che resta, oltre al sequestro del materiale, è il monito per i cittadini: dietro la voce di un falso maresciallo che chiede di cliccare su un link non si nasconde la giustizia, ma solo una calcolata e spietata strategia per violare la serenità e il risparmio di una vita.

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