Juve, il metodo Comolli non convince: dirigente a rischio

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Cronache sport calcio
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A poco più di un anno dalla nomina di Damien Comolli a direttore generale della Juventus, il bilancio della sua gestione appare deludente. L’arrivo del dirigente francese, promosso ad l’11 novembre, avrebbe dovuto inaugurare una nuova era basata su algoritmi, analisi dei dati e sostenibilità economica per la costruzione della squadra.

La realtà ha però mostrato un quadro diverso, con la conseguenza che il tempo per Comolli sta per scadere: il patron John Elkann gli ha chiesto un netto cambio di passo in un incontro avvenuto due settimane fa. La principale critica mossa al dirigente è quella di non aver mai realmente applicato il metodo analitico per cui era stato ingaggiato.

Dei sei calciatori arrivati sotto la sua gestione, tra cui David, Openda e Boga, solo l’acquisto di quest’ultimo sembra seguire una logica di valorizzazione di un potenziale inespresso a basso costo. Per tutte le altre operazioni, Comolli si è invece mosso seguendo i canali tradizionali, affidandosi quasi esclusivamente a procuratori e intermediari. Una strategia resa più complessa dalla sua limitata rete di contatti consolidati con i principali club europei.

Questo approccio ha portato a trattative che si sono spesso prolungate eccessivamente, per poi naufragare. Una situazione che ha generato nervosismo all’interno del club, in particolare da parte del tecnico Luciano Spalletti. L’allenatore, a fine stagione, non ha nascosto il proprio malcontento per il mancato arrivo di un centravanti fisico durante il mercato di gennaio, un innesto ritenuto fondamentale.

Gli esempi di trattative fallite sono numerosi. Per Kolo Muani, la dirigenza aveva trovato un accordo con l’entourage del giocatore, delegando poi agli agenti il difficile compito di negoziare con il PSG. Di fronte alla resistenza del club parigino, l’operazione è saltata. Uno schema simile si è ripetuto per il portiere Alisson: accordo raggiunto con i suoi agenti, ma muro del Liverpool e affare sfumato.

Il messaggio di John Elkann, emerso durante il vertice del 29 maggio per pianificare la prossima stagione, è stato inequivocabile. Serve un’inversione di tendenza immediata sul mercato per fornire a Spalletti i rinforzi richiesti, ovvero un nuovo portiere e un nuovo centravanti. Per Damien Comolli, il tempo a disposizione per dimostrare il suo valore si sta esaurendo.

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