SANT’ANASTASIA – Sei colpi, secchi, violenti, esplosi in rapida successione. Non il fragore di un petardo, né un rumore di strada, ma il sibilo di proiettili che squarciano l’aria serale del centro abitato. E’ stata una serata di terrore quella vissuta martedì a Sant’Anastasia, dove un banale diverbio per motivi di viabilità si è trasformato in un tentativo di omicidio che ha fatto tremare l’intera cittadina vesuviana.
Tutto ha avuto inizio in via Guglielmo Marconi, l’arteria nevralgica che funge da congiunzione tra via Madonna dell’Arco e il centrale corso Umberto I. Un tratto di strada solitamente animato, dove il vociare dei residenti e il passaggio dei motorini scandiscono la routine quotidiana. Martedì sera, però, la normalità è stata bruscamente interrotta. Secondo una prima ricostruzione, due motociclisti si sono incrociati lungo la via. Un mancato rispetto di una precedenza, una manovra azzardata: la classica scintilla che accende gli animi.
Ma quando i due si sono fermati, la discussione è degenerata rapidamente. Uno dei due contendenti era un carabiniere, fuori servizio. L’altro, un uomo la cui identità è ancora avvolta nel mistero, ha reagito con una ferocia sproporzionata. Dopo il breve alterco verbale, il carabiniere ha ripreso il suo cammino in sella allo scooter, pensando che la questione fosse chiusa. Ma non era così. Il suo interlocutore, in preda a una furia inspiegabile, lo ha inseguito. In pochi secondi, la scena si è trasformata in un drammatico inseguimento stradale terminato con l’estrazione di una pistola.
Sei colpi sono stati esplosi in corsa, mirando direttamente al militare. Il destino, o forse una mira non perfetta dettata dall’agitazione, ha evitato il peggio: il carabiniere è rimasto illeso. Dei sei proiettili, cinque si sono conficcati nel muro di un edificio, mentre il sesto ha centrato in pieno lo pneumatico di un’automobile parcheggiata, squarciandolo. Attimi di puro panico tra i residenti, che, uditi i colpi, hanno temuto il peggio. Le prime voci, rimbalzate di chat in chat, parlavano di un agguato di camorra o di una rapina finita nel sangue.
Sul posto, a sirene spiegate, sono giunti i carabinieri del Nucleo Radiomobile della compagnia di Castello di Cisterna insieme ai militari della locale Stazione di Sant’Anastasia e un’ambulanza del 118, fortunatamente non necessaria. L’aggressore, approfittando del buio e del caos, si è dileguato rapidamente, facendo perdere le proprie tracce. Ora, l’intera zona è sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti. Le telecamere di videosorveglianza private e pubbliche lungo via Marconi sono state acquisite: i tecnici stanno analizzando frame dopo frame per ricostruire il tragitto di fuga del centauro. L’obiettivo è chiaro: dare un nome e un volto al responsabile di questa follia.
Il clima a Sant’Anastasia è teso, specialmente in una fase di transizione politica. Il sindaco Mariano Caserta, che si è subito attivato per seguire da vicino l’evoluzione delle indagini, ha espresso la sua ferma condanna per l’accaduto e la vicinanza alle forze dell’ordine. “I colpi d’arma da fuoco sparati da un soggetto verso un nostro carabiniere che era fuori servizio ci ha riportati alla mente scenari passati”, ha dichiarato il primo cittadino, scosso dalla gravità dell’episodio.
“Nelle stesse ore in cui la nuova amministrazione non si è ancora insediata e persino i consiglieri comunali non sono stati ancora proclamati, mi sono mosso sin dai primi istanti di ieri sera per essere di supporto all’Arma dei carabinieri, che si è adoperata con solerzia ed efficacia. Le nostre strade devono essere luoghi sicuri dove ogni cittadino può sentirsi a proprio agio. E’ un impegno che metteremo sin dal primo momento in cui la nuova giunta inizierà a lavorare”.
Il sindaco ha poi rivolto un ringraziamento particolare agli investigatori che in queste ore stanno battendo palmo a palmo il territorio: “Nel frattempo voglio ringraziare l’Arma dei carabinieri e la stazione di Sant’Anastasia, guidata dal comandante Sabatino Russo, che sta completando le indagini per assicurare il responsabile di tale atto alla giustizia”. Le indagini proseguono senza sosta. Sant’Anastasia attende risposte, sperando che l’ombra di quel gesto folle venga dissipata al più presto da un arresto.

















