TEVEROLA – Costruire più di quanto consentito, passando attraverso una presunta corsia preferenziale in Comune. È il cuore dell’inchiesta, condotta dai carabinieri di Aversa, che ora rischia di portare a processo 11 persone: Tommaso Barbato, 52enne di Teverola; Nicolino Botti, 77enne di Salento; Pasquale De Floris, 43enne di Teverola; Teresa La Palomenta, 62enne di Caserta; Biagio Lusini, 67enne di Teverola; Giovanni Miniero, 57enne, Alessandro Pisani, 36enne, e Gennaro Pitocchi, 67enne, tutti di Aversa; Crescenzo Salve, 59enne di Teverola; Massimiliano Schiavone, 56enne di Gricignano d’Aversa; e Biagio Pezzella, 61enne di Aversa. Per tutti la Procura di Napoli Nord ha chiesto il rinvio a giudizio. L’udienza preliminare è fissata per il 9 luglio davanti al gup Caterina Anna Arpino. Persona offesa è il Comune di Teverola. Gli imputati rispondono, a vario titolo, di corruzione per l’esercizio della funzione e corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio.
Secondo l’accusa, al centro dell’indagine ci sarebbe un sistema di favori, denaro e utilità legato al rilascio di permessi edilizi e alla gestione dell’ufficio tecnico. Il primo capo riguarda l’immobile di via Fratelli Bandiera. Miniero, proprietario del fabbricato e indicato come beneficiario dell’intervento, avrebbe ottenuto il permesso di costruire numero 5 del 19 gennaio 2023 per una ristrutturazione mediante demolizione e ricostruzione, con incremento volumetrico e parziale cambio di destinazione d’uso. In cambio, sostiene la Procura, Barbato, allora sindaco, Lusini, consigliere comunale, e Pisani, responsabile dell’ufficio tecnico, avrebbero ricevuto somme di denaro, tra cui 10mila euro.
Un altro filone chiama in causa Botti, Lusini, Pisani, Pitocchi e La Palomenta. Per i pm, Botti, nella qualità di responsabile dell’ufficio tecnico, e Lusini avrebbero favorito il rilascio di permessi di costruire nell’interesse di Pitocchi, tecnico di parte. In cambio, Botti avrebbe ricevuto denaro e altre utilità: in particolare, attraverso l’intermediazione di Lusini e La Palomenta, coniuge di Pitocchi, avrebbe incassato periodicamente 250 euro. Non solo. Secondo l’impostazione accusatoria, in alcuni casi sarebbe stata consentita la gestione delle pratiche edilizie direttamente ad Alessandro Pisani, figlio di La Palomenta, quando non era ancora formalmente impiegato nell’ufficio tecnico. Nel capo d’imputazione viene richiamato anche il permesso di costruire numero 41 del 28 novembre 2022 rilasciato in favore di Lusini.
Il terzo capitolo riguarda proprio la nomina di Pisani a responsabile dell’ufficio tecnico. Secondo la Procura, il suo nome sarebbe stato individuato prima ancora della predisposizione del bando. A muoversi per favorirne la scelta sarebbero stati, a vario titolo, Barbato, Lusini, Pitocchi, La Palomenta, Schiavone, Salve, De Floris e Pezzella. In cambio, Pisani avrebbe accettato la promessa di approvare impegni di spesa pubblica per il bilancio 2023 relativi a interventi al cimitero, alle opere di urbanizzazione primaria in via Milano e a un nuovo parco pubblico.
Proprio via Milano è uno dei passaggi più delicati dell’inchiesta. De Floris, consigliere comunale e socio della D.F. Costruzioni, stava realizzando in quella zona un complesso immobiliare. Per quell’area era necessaria l’approvazione della delibera sulle opere di urbanizzazione primaria. Secondo l’accusa, le delibere sarebbero state materialmente predisposte nello studio di Pitocchi, alla presenza di Lusini, Salve, Botti, Pezzella e Pisani, e poi approvate dalla giunta comunale il 7 dicembre 2022, convocata su richiesta dell’allora sindaco Barbato. Dopo le dimissioni di Botti, il 19 dicembre fu pubblicato il bando e il 31 dicembre Pisani venne nominato nuovo responsabile dell’area tecnica.
Le contestazioni restano ora al vaglio del giudice dell’udienza preliminare, che dovrà decidere se mandare gli imputati a processo o proscioglierli. Gli imputati sono tutti da considerare innocenti fino a un’eventuale sentenza di condanna irrevocabile.
Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Luigi Iannettone, Alessandro Caputo, Maurizio Abate, Marco Celentano, Domenico Cesaro, Giuseppe Stellato, Francesco Liguori, Mario Griffo, Anna Gargiulo e Maurizio Zuccaro.







