MUGNANO DI NAPOLI – Tolleranza zero contro lo sfruttamento e le morti bianche. Un’operazione ad alto impatto, condotta in sinergia tra i Carabinieri della Compagnia di Marano, gli specialisti del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Napoli e gli agenti della Polizia Municipale, ha scoperchiato un vaso di Pandora di illegalità in un cantiere edile di via Costantino. Il bilancio dell’intervento, finalizzato al contrasto del lavoro sommerso e alla verifica delle norme sulla sicurezza, è pesante: tre imprenditori edili deferiti all’autorità giudiziaria, attività sospese e sanzioni per un totale di quasi 28 mila euro.
Il blitz è scattato nella mattinata di ieri, quando le forze dell’ordine hanno cinturato l’area del cantiere, sorprendendo gli operai al lavoro. L’ispezione, meticolosa e approfondita, ha subito rivelato una situazione di grave irregolarità che coinvolgeva tutte e tre le ditte impegnate nella costruzione. Nessuna è risultata in regola. Per i rispettivi amministratori unici, al termine dei controlli incrociati, è scattata inevitabile la denuncia.
Il primo imprenditore dovrà rispondere di una serie di criticità riscontrate sotto il profilo della sicurezza sul lavoro. Sebbene i dettagli specifici non siano stati divulgati, si tratterebbe di violazioni gravi, quelle che troppo spesso si trasformano in tragici incidenti: ponteggi non a norma, mancanza di dispositivi di protezione individuale, aree di lavoro non adeguatamente messe in sicurezza. Un quadro allarmante che metteva a repentaglio quotidiano la vita dei lavoratori.
Ancor più grave la posizione degli altri due titolari d’azienda. Il secondo imprenditore è stato denunciato dopo che i militari e gli ispettori hanno identificato due operai completamente “in nero”. Lavoratori fantasma, senza alcun contratto, privi di tutele assicurative e previdenziali. Per l’azienda è scattata la sanzione accessoria della sospensione immediata dell’attività imprenditoriale, oltre a una multa di 5 mila euro.
Stesso identico destino, ma con numeri ancora più pesanti, è toccato alla terza imprenditrice. All’interno della sua area di competenza nel cantiere, i controlli hanno fatto emergere la presenza di ben tre lavoratori irregolari. Anche in questo caso, la legge non ha lasciato scampo: denuncia penale per la titolare e sospensione dell’attività.
Il conto finale presentato alle tre aziende è salatissimo. Oltre alle denunce penali, sono state elevate ammende per un totale di circa 8.200 euro e sanzioni amministrative che ammontano a 19.500 euro. Una stangata che testimonia la gravità delle violazioni accertate. L’operazione di Mugnano si inserisce in una più ampia strategia di controllo del territorio, voluta per arginare una piaga che affligge il tessuto economico e sociale dell’hinterland napoletano. Controlli che, assicurano dal Comando dei Carabinieri, proseguiranno senza sosta per garantire dignità e sicurezza a chi lavora e per ripristinare la legalità in un settore troppo spesso segnato da ombre e sfruttamento.

















