Caserta, perquisizioni per l’ex sindaco Marino e per l’imprenditore Luserta

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L'imprenditore Luserta e l'ex sindaco Marino

CASERTA – Non solo il sequestro della cava Santa Lucia. L’inchiesta coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere si muove ora, a quanto pare, anche sul terreno degli atti, delle licenze e dei passaggi amministrativi che negli anni hanno interessato il sito estrattivo nella frazione Centurano. Nelle scorse ore i carabinieri del Comando provinciale di Caserta hanno eseguito diverse perquisizioni per acquisire documenti e altri elementi ritenuti utili alla ricostruzione della vicenda.

Tra i destinatari degli accertamenti figurano Giuseppantonio Luserta, patron della cava, e l’ex sindaco di Caserta Carlo Marino. Le perquisizioni rappresentano un atto investigativo in un’indagine ancora in corso: i soggetti coinvolti sono da considerare innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna e gli stessi accertamenti potrebbero anche dimostrarne l’estraneità.

Il primo passaggio dell’inchiesta era arrivato il 4 maggio scorso, quando il gip Maria Pasqualina Gaudiano, su richiesta della Procura sammaritana diretta da Pierpaolo Bruni, aveva disposto il sequestro preventivo della cava di calcare ‘Santa Lucia’, esercitata dalla Luserta Luigi Srl. Secondo l’ipotesi accusatoria, tra maggio 2024 e ottobre 2025 nell’area sarebbero stati conferiti materiali provenienti da cantieri Tav, indicati come ‘terre e rocce da scavo’, per un volume stimato in circa 340mila metri cubi.

Per gli inquirenti quei materiali non sarebbero stati gestiti come semplici sottoprodotti, ma come rifiuti, in assenza delle necessarie autorizzazioni e in difformità rispetto al progetto di ricomposizione ambientale. Nel decreto vengono richiamati anche il vincolo idrogeologico dell’area e la presunta trasformazione permanente del suolo provocata dalle attività di riempimento.

L’indagine era partita dopo un esposto in cui venivano segnalati il passaggio quotidiano di numerosi mezzi, la movimentazione di materiali terrosi e lavori ritenuti non compatibili con una semplice fase di recupero ambientale. Da qui i sopralluoghi effettuati dai carabinieri forestali, l’acquisizione degli atti e infine il sequestro della cava.
Luserta è un personaggio molto noto a Caserta e in provincia. Imprenditore del settore estrattivo, negli ultimi anni è stato considerato vicino all’area politica di Giovanni Zannini, consigliere regionale oggi sospeso per un’inchiesta per corruzione, ex deluchiano passato nel 2025 in Forza Italia. In passato avrebbe sostenuto anche l’area civica dei Moderati alle ultime Comunali vinte da Carlo Marino.

Di recente l’imprenditore era finito anche in un’altra vicenda giudiziaria. Durante un controllo nella sua abitazione, i carabinieri avevano trovato fucili ritenuti non custoditi secondo le norme e una dose di cocaina. Per Luserta era scattato l’arresto e una breve parentesi ai domiciliari; il Tribunale aveva poi convalidato il provvedimento, disponendo però il ritorno in libertà.
Per quanto riguarda l’ex primo cittadino, era stato coinvolto nel processo per turbativa d’asta insieme all’imprenditore Carlo Savoia, relativo alla presunta volontà di favorire quest’ultimo nell’appalto del servizio rifiuti, aggiudicazione poi non avvenuta. Lo scorso maggio l’accusa è stata dichiarata prescritta. Marino è stato il sindaco dell’amministrazione comunale di Caserta sciolta per infiltrazioni mafiose, provvedimento confermato dal Tar e atteso a ottobre davanti al Consiglio di Stato.
Ora la nuova inchiesta sulla cava, che ha fatto scattare le perquisizioni nelle ultime ore, punta a mettere in fila atti, autorizzazioni e passaggi amministrativi.

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