Per la prima volta dall’inizio del Mondiale, il commissario tecnico dell’Argentina, Lionel Scaloni, può contare sull’intera rosa di 26 giocatori. Si tratta di una svolta significativa rispetto all’arrivo negli Stati Uniti, quando lo staff medico ha dovuto gestire una decina di atleti non al meglio della condizione. Quella fase critica, che ha portato anche all’esclusione del difensore Balerdi, è ormai superata: il gruppo è al completo e respira un’aria di grande ottimismo.
In vista della seconda partita del girone, in programma lunedì a Dallas contro l’Austria, si profila un cambio quasi certo sulla fascia destra della difesa. Gonzalo Montiel, uscito per un leggero fastidio fisico durante l’intervallo del match d’esordio, dovrebbe essere tenuto a riposo per precauzione. Al suo posto Scaloni schiererà Nahuel Molina, un’alternativa di assoluto valore che offre ampie garanzie e che può essere considerato a tutti gli effetti un co-titolare nel ruolo.
Le novità, però, potrebbero non fermarsi alla difesa. Il dibattito più acceso riguarda il centravanti, con Julián Álvarez che insidia seriamente la titolarità di Lautaro Martínez. L’attaccante del Manchester City, apparso in ottima forma, potrebbe essere promosso dal primo minuto per offrire maggiore dinamismo e imprevedibilità al reparto offensivo. La decisione finale arriverà solo dopo le ultime sessioni di allenamento, ma la candidatura di Álvarez è molto forte.
Un altro possibile avvicendamento riguarda il centrocampo, dove Giovani Lo Celso è in corsa per una maglia da titolare. Se il ct dovesse optare per una maggiore esperienza e controllo del gioco, potrebbe essere lui a partire dall’inizio, con il giovane Thiago Almada che accomoderebbe in panchina. Anche in questo caso, la scelta dipenderà dall’approccio tattico che Scaloni intenderà adottare contro un’avversaria fisica come l’Austria.
La preparazione per la sfida prosegue a Kansas City, dove la squadra sosterrà le ultime due sedute di allenamento prima della partenza per il Texas. L’organizzazione logistica si è rivelata un punto di forza per l’Albiceleste: la sistemazione, divisa tra l’hotel in Missouri e il campo di allenamento in Kansas, ha ricevuto il pieno gradimento da parte di giocatori e staff. Questa stabilità permette di concentrarsi esclusivamente sugli impegni agonistici.
Il morale all’interno del ritiro è molto alto, alimentato sia dai risultati positivi sia dall’eccellente condizione del gruppo. La base di Kansas City rimarrà il quartier generale della squadra almeno fino ai quarti di finale, un fattore che contribuirà a evitare stressanti spostamenti. L’Argentina si prepara quindi al secondo atto del suo Mondiale con la serenità di chi ha superato le difficoltà iniziali e ora può guardare al futuro con fiducia e con tutte le proprie armi a disposizione.





