Sacro e profano a Pozzuoli: nascondeva la droga nell’altarino, 20enne in manette

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POZZUOLI – Una notte di controlli a tappeto, un bilancio pesante e un nascondiglio per la droga a dir poco singolare, che mescola il sacro con il profano. È questo il quadro che emerge dall’operazione “alto impatto” condotta alle prime luci dell’alba di oggi, 20 giugno 2026, dai carabinieri della compagnia di Pozzuoli, che hanno setacciato le strade e i locali della movida flegrea con il supporto specialistico del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) e del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS).

L’epicentro dell’attività criminale smantellata è un’abitazione privata dove i militari hanno fatto scattare le manette ai polsi di Alessandro Di Procolo, un incensurato di appena 20 anni. Durante una meticolosa perquisizione domiciliare, il giovane è stato trovato in possesso di un vero e proprio kit da spacciatore: 17 dosi di hashish e 13 di cocaina, già confezionate e pronte per essere immesse sul mercato locale, oltre a due bilancini di precisione e vario materiale per il confezionamento. A lasciare sbigottiti gli investigatori è stato il luogo scelto per occultare parte dello stupefacente: un piccolo altarino religioso presente in casa. Tra immagini sacre e oggetti di devozione, il 20enne aveva ricavato un nascondiglio sicuro per la droga, convinto che nessuno avrebbe mai osato ispezionare un angolo così intimo e sacro. L’espediente non è bastato a ingannare i carabinieri. Per Di Procolo si sono aperte le porte del carcere con l’accusa di detenzione di droga a fini di spaccio. Dopo le formalità di rito, è stato tradotto agli arresti domiciliari, in attesa del giudizio di convalida.

Ma l’arresto del giovane pusher è solo la punta dell’iceberg di un’operazione ben più vasta, che ha visto i militari impegnati su più fronti per ripristinare la legalità sul territorio. Il bilancio finale parla di 87 persone identificate e 53 veicoli passati al setaccio. Le violazioni al codice della strada sono state numerose: 30 le contravvenzioni elevate, per un ammontare complessivo di circa 12.000 euro. Un consumatore è stato inoltre trovato in possesso di una modica quantità di sostanza stupefacente per uso personale e, come da prassi, segnalato alla Prefettura.

Nel corso dei posti di blocco, due persone sono state denunciate a piede libero. Un 22enne, alla guida della sua auto, ha ignorato l’alt imposto da una pattuglia, tentando una breve ma pericolosa fuga. Raggiunto e bloccato poco dopo, è stato deferito all’autorità giudiziaria per resistenza e fuga pericolosa. Stessa sorte per un 47enne che, fermato per un controllo, ha cercato di eludere le proprie responsabilità fornendo generalità false. Un rapido accertamento ha svelato l’inganno e il motivo: l’uomo stava guidando nonostante la sua patente fosse stata ritirata in precedenza.

L’attenzione dei carabinieri, affiancati da NIL e NAS, si è poi concentrata sulle attività commerciali. In via Tranvai, i titolari di un’area adibita a parcheggio sono stati denunciati e l’intera attività è stata posta sotto sequestro. L’ispezione ha fatto emergere gravi carenze ambientali, tra cui l’assenza di un sistema per la captazione e il trattamento delle acque reflue e la presenza di rifiuti speciali gestiti in maniera non conforme alla legge. Infine, nel mirino sono finiti anche due ristoranti di Corso Umberto. Per entrambi i titolari è scattata la denuncia per una serie di violazioni in materia di lavoro e sicurezza, evidenziando irregolarità nella gestione del personale e nelle misure di prevenzione degli infortuni. Un’azione a 360 gradi che ribadisce la ferma volontà dello Stato di presidiare il territorio e contrastare ogni forma di illegalità.

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