Il passaggio dalla terra rossa all’erba non ha portato i risultati sperati per Aryna Sabalenka. La numero uno del mondo ha incassato un’altra pesante sconfitta nella semifinale del torneo di Berlino, dove è stata superata dalla statunitense Jessica Pegula. Il match si è concluso con un 6-0 nel set decisivo, un parziale che ha evidenziato le difficoltà attuali della tennista.
Questa sconfitta assume un valore statistico preoccupante. Seguendo un’analoga battuta d’arresto al Roland Garros, la bielorussa ha stabilito un primato storico negativo. È diventata la prima numero uno nella storia del ranking femminile a perdere il terzo e decisivo set per 6-0 in due tornei consecutivi, un record senza precedenti in oltre cinquant’anni di circuito Wta.
Il rapporto di Sabalenka con il gioco su erba non è mai stato dei migliori, considerando che non ha mai vinto un titolo su questa superficie pur avendo raggiunto due finali in carriera. Nonostante ciò, era difficile prevedere un secondo “bagel” consecutivo dopo quello subito al Roland Garros per mano della giovane Diana Shnaider. Quella sconfitta a Parigi aveva già rappresentato un duro colpo per le sue ambizioni.
In Germania, contro una giocatrice esperta come Pegula, è andato in scena un copione quasi identico. Dopo due set combattuti, Sabalenka non è riuscita a esprimere il suo gioco nel parziale finale, cedendo di schianto. Proprio nel momento in cui ci si attendeva la reazione della campionessa, è stata l’avversaria a prendere il controllo totale del match.
Il momento di crisi di Aryna Sabalenka è il culmine di un periodo complesso. La sua reazione al termine dell’incontro di Berlino è stata eloquente: ha disertato la consueta conferenza stampa post-partita. Questa scelta, piuttosto rara per un’atleta del suo livello, indica la volontà di prendersi una pausa per riflettere e analizzare il proprio stato di forma lontano dai riflettori.
La situazione attuale proietta inevitabilmente un’incognita sulla sua partecipazione a Wimbledon. L’avvicinamento allo Slam londinese, uno degli appuntamenti più prestigiosi della stagione, si fa ora molto più complicato e la pressione sulla numero uno del mondo sarà altissima.
Già nei turni precedenti a Berlino, Sabalenka aveva mostrato segni di vulnerabilità. Nei quarti di finale, era riuscita a rimontare in modo quasi insperato contro Marketa Bartunkova, dopo essersi trovata sotto di un set e con un passivo di 4-0 nel secondo. In quell’occasione aveva ammesso di non sapere “cosa fare” in campo.
Inoltre, aveva parlato apertamente delle conseguenze della sconfitta al Roland Garros, confessando di essersi rivolta a uno psicologo per elaborare quel risultato. “Ho avuto bisogno di aiuto per non restare prigioniera di quel match”, aveva ammesso. Ora, con Wimbledon alle porte, la ricerca di nuove certezze diventa la sua priorità assoluta.













