Dagli Stati Uniti, dove si trova per un periodo di lavoro e riposo, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha tracciato la rotta per il futuro del club, inviando un messaggio chiaro ai tifosi: la squadra resterà competitiva e lotterà ai massimi livelli. “A tutti i napoletani dico che la nostra squadra resterà dove merita, in alto”, ha dichiarato dalla sua residenza di Los Angeles.
Secondo il presidente, il Napoli che verrà sarà “forte, competitivo e attraente”. La base di partenza è considerata eccellente, con una rosa che De Laurentiis ha definito “alla quale non manca nulla” e che, senza i numerosi infortuni subiti, “avrebbe sicuramente lottato per lo scudetto fino alla fine”. Per la guida tecnica, le idee sono precise: al prossimo allenatore chiederà “grande personalità, umiltà ed entusiasmo”. Ha inoltre confermato che il rapporto con Antonio Conte è ottimo e “resterà intatto nel tempo”.
L’analisi di De Laurentiis si è poi allargata allo stato del calcio italiano ed europeo, messo a confronto con il modello americano. Ha evidenziato come il sistema europeo stia “collassando per i bilanci in crisi”, a differenza di leghe come la NBA, che dopo una profonda riflessione interna è ripartita valorizzando i propri club fino a cifre miliardarie. Per il presidente, il calcio deve essere concepito come “un’industria di sport e intrattenimento”, capace di generare ricavi e contenere i costi.
Il problema principale, secondo la sua visione, risiede nelle infrastrutture. “Per rendere il campionato più spettacolare dovremmo costruire nuovi stadi. Quelli che ci sono, sono troppo vecchi, obsoleti”, ha affermato, invocando un “aiuto economico dello stato, senza se e senza ma”. La soluzione proposta è drastica: “sburocratizzare” e abolire le norme che rallentano la costruzione di nuovi impianti, magari con la supervisione di un supercommissario.
Tra le riforme necessarie, De Laurentiis ha ribadito la sua proposta di ridurre la Serie A a 16 squadre. Una mossa che diminuirebbe il numero totale di partite da 380 a 240, liberando tempo prezioso per la preparazione della Nazionale. Ha inoltre rivelato di aver ricevuto, dal 2017 a oggi, “svariati interessamenti per il Napoli” e di aver “rifiutato alcuni miliardi”, a testimonianza della volontà di non cedere il club ma di potenziarlo.
La sua missione per i prossimi anni è stata definita con nettezza. “Dovrò dedicare i prossimi anni a risolvere due problemi importanti: stadio di proprietà e centro sportivo”, ha concluso il presidente, indicando le due priorità assolute che lo impegneranno nel prossimo futuro per garantire al Napoli una crescita solida e duratura.







