Nazionale, Malagò ha scelto Bianchedi e Mancini

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Cronache sport calcio
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Giovanni Malagò ha delineato il nuovo corso del calcio italiano, illustrando le decisioni prese nei suoi primi cinquanta giorni di gestione. Al centro di quella che ha definito una “rivoluzione culturale” c’è la nomina di Diana Bianchedi come nuova capodelegazione della Nazionale. Una mossa inattesa, volta a rispondere alla richiesta degli appassionati di non percepire più il calcio come una realtà separata.

La scelta è ricaduta su una figura di grande prestigio e credibilità internazionale. Bianchedi, bicampionessa olimpica di scherma, vanta una laurea in medicina, master sportivi e manageriali, oltre a un ruolo apicale in Milano Cortina e la vicepresidenza vicaria del Coni. Secondo Malagò, la sua nomina serve a rimettere il calcio al centro di un dialogo con lo sport a 360 gradi.

Altrettanto complesso è stato il percorso per la scelta del nuovo commissario tecnico, che ha visto svanire diverse opzioni prima di arrivare alla nomina definitiva. Inizialmente, la dirigenza aveva sondato la disponibilità di Pep Guardiola, una pista diventata di dominio pubblico che rispondeva a una precisa filosofia calcistica.

Successivamente, l’accordo con Andrea Pirlo era praticamente definito. Tutto era pronto per l’annuncio, ma la collaborazione dell’ex centrocampista con un sito di scommesse russo ha costretto Malagò a un passo indietro, una decisione definita “la più opportuna” nonostante le difficoltà.

Archiviate le altre piste, la scelta è ricaduta su Roberto Mancini. Malagò ha precisato di averlo contattato solo dopo la rottura con Pirlo e di aver ricevuto una risposta immediata e convinta. Ha inoltre smentito le voci di una presunta amicizia, sottolineando che la decisione è stata puramente tecnica e la più logica in quel momento.

Mancini è stato ritenuto il “ct giusto” perché conosce l’ambiente e sa come valorizzare i giovani talenti. Una scelta condivisa anche da molti giocatori della Nazionale, che nelle ore decisive avevano espresso il loro gradimento per il tecnico. La firma sul contratto è arrivata in pochi minuti, a testimonianza della sua forte volontà di tornare a guidare gli Azzurri.

La nomina di Mancini è arrivata nonostante la preferenza di molti club di Serie A per Antonio Conte. Malagò ha confermato che la maggioranza dei club spingeva per un ritorno di Conte, ma ha rivendicato l’autonomia della sua decisione, ribadendo che Mancini era la figura più adatta per il progetto. Ha comunque ringraziato Conte per l’atteggiamento positivo mostrato verso la Nazionale.

Lo sguardo è ora rivolto al futuro, con un orizzonte temporale di lungo periodo che punta a Europei e Mondiali futuri, come EURO 2032 in Italia e Turchia. La “rivoluzione culturale” non trascurerà i risultati del campo, ma darà priorità alla crescita dei giovani, considerati la base per costruire i successi futuri.

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