Il Tennis Ercole Caserta scrive una pagina inedita per lo sport di Terra di Lavoro. Per la prima volta nella storia della provincia, il club ottiene il passaggio alla categoria cadetta, centrando l’accesso alla Serie B2. Un traguardo raggiunto senza ricorrere a rivoluzioni sul mercato, ma valorizzando il lavoro quotidiano, lo spirito d’appartenenza e una solida cultura sportiva radicata nel tempo.
Dopo aver ipotecato il successo nella gara d’andata disputata in Veneto, i tennisti guidati dal maestro Pietro Martellotta hanno completato l’opera di fronte al proprio pubblico. Il match di ritorno contro il Tennis Club Padova si è concluso con il punteggio di 3-3: un pareggio per blindare il 4-2 conquistato all’andata e dare il via ai festeggiamenti per la promozione.
La sfida decisiva ha visto in campo, ancora una volta, i talenti cresciuti nel vivaio del circolo casertano. Nei turni di singolare sono risultate fondamentali le vittorie ottenute da Davide Osti e Antonio Di Rubba, lucidi e determinati nel gestire la pressione e nel raccogliere i punti necessari per avvicinare l’obiettivo. Sconfitte sul campo, ma caratterizzate da una prestazione generosa e combattuta fino all’ultima palla, sono state invece le partite in cui sono stati impegnati Vincenzo Nasciano ed Emiliano Pallotta.
La certezza matematica del salto di categoria è arrivata grazie ai match di doppio. A siglare il punto decisivo è stata la coppia composta da Osti e Pallotta, abili a imporsi in due set sui rivali padovani. A giochi ormai conclusi e con la promozione in tasca, l’altro tandem di casa formato da Flavio Pasquariello e Antonio Di Rubba è stato costretto ad abbandonare l’incontro a causa di un infortunio di Pasquariello, che si è fermato mentre il duo casertano si trovava in vantaggio sul punteggio di 7-6.
Determinante per il risultato l’attività svolta da Martellotta nella formazione degli atleti. Ma lo storico passaggio in Serie B2 è anche diretta conseguenza di anni di preparazione quotidiana e intensi allenamenti. I festeggiamenti finali, consumatisi a poca distanza dai giardini della Reggia Vanvitelliana, sanciscono il trionfo di una piccola realtà locale che è riuscita a dimostrare come la competenza, l’organizzazione e il cuore possano prevalere sulla logica dei risultati immediati e delle scorciatoie.














