Il Tribunale Arbitrale dello Sport (Tas) di Losanna ha emesso una sentenza storica, condannando la Lazio Women a versare un risarcimento economico alla calciatrice Maja Göthberg. La corte ha stabilito che il club ha interrotto il rapporto lavorativo con l’atleta svedese a causa del suo stato di gravidanza.
Il verdetto rappresenta un precedente fondamentale nel calcio femminile internazionale. Per la prima volta, il Tas ha infatti riconosciuto in via formale una violazione delle norme Fifa sulla tutela della maternità da parte di una società sportiva. La vicenda processuale di Göthberg si è conclusa con successo dopo un primo esito sfavorevole presso la Camera di Risoluzione delle Controversie della Fifa.
Maja Göthberg era arrivata alla Lazio nel 2023. Durante la sua stagione con la squadra biancoceleste, ha contribuito in modo significativo alla promozione nella massima serie nazionale. Al termine del campionato, la giocatrice e il club avevano raggiunto un’intesa verbale per il rinnovo del contratto.
Prima della firma ufficiale, Göthberg ha scoperto di essere incinta e ha deciso di comunicarlo alla società, sebbene non fosse tenuta a farlo. In risposta, la Lazio ha sospeso le trattative per il rinnovo. Il tribunale ha inoltre considerato un’aggravante il fatto che il club abbia informato le altre compagne di squadra della gravidanza della calciatrice, violandone la privacy.
Secondo la ricostruzione della corte, il rapporto professionale si è concluso come diretta conseguenza dello stato di gravidanza dell’atleta. A convincere il giudice hanno contribuito anche alcuni messaggi scambiati su WhatsApp, che sono stati presentati come prova per dimostrare l’intento discriminatorio da parte della società.
“Non si è mai trattato solo di calcio, ma di essere trattata con equità e rispetto”, ha commentato Maja Göthberg dopo la sentenza. “Questo verdetto lancia un messaggio chiaro: la gravidanza non deve essere un motivo per negare opportunità lavorative a una giocatrice. Spero che questo caso aiuti a creare un ambiente più sicuro per le atlete che desiderano conciliare carriera e famiglia”.
Al momento, la Lazio non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito alla condanna.














