I vetri levigati dal mare, noti come “sea glass”, sono frammenti che l’ambiente trasforma in piccole gemme opache. Questi materiali, recuperati sulle spiagge, rappresentano una risorsa preziosa per il riciclo creativo, permettendo di realizzare monili unici a impatto quasi nullo.
Le tecniche base per lavorarli sono due. La foratura si esegue con un mini trapano da bigiotteria, immergendo il pezzo in acqua per evitarne la rottura. In alternativa, il “wire wrapping” consente di avvolgere il vetrino con un filo metallico (rame, ottone), creando una cornice che non richiede fori e protegge il pezzo.
Per un ciondolo semplice, è sufficiente forare il vetrino nella parte alta e inserirvi una catenina. Con il wire wrapping, invece, si può creare un’asola superiore avvolgendo il frammento con il filo metallico, ottenendo un risultato più elaborato e sicuro.
Per creare orecchini pendenti, si possono forare tre piccoli vetrini di colori alternati e infilarli su uno spillo da bigiotteria, separati da perline. Con una pinza a punte tonde, si crea un occhiello all’estremità dello spillo e lo si collega a una monachella, il gancio per il lobo.
Un bracciale si realizza incastonando diversi vetrini con la tecnica del wire wrapping. Ogni pezzo viene avvolto nel filo metallico, creando due asole laterali. Queste serviranno a collegare i vari elementi tra loro fino a raggiungere la lunghezza desiderata, a cui si aggiungerà un gancio di chiusura.
Una collana di grande effetto può essere realizzata con l’uncinetto. Si lavora una piccola rete di cotone attorno a ogni singolo vetrino, lasciandolo visibile. Successivamente, i pezzi vengono uniti tra loro con delle maglie, completando l’opera con due cordoncini laterali per l’allacciatura.
Infine, per un anello, si può incollare un vetrino dalla base piatta su una montatura metallica regolabile, usando una colla a presa forte. Chi possiede un trapano adatto può invece forare il pezzo e modellarvi attorno un filo metallico per creare la struttura portante dell’anello.
















