L’intellettuale e musicista Joaquín Díaz ha coltivato per anni un’idea visionaria: trasformare un piccolo borgo rurale a rischio di spopolamento in un centro culturale di fama mondiale. Ha scelto Urueña, un paese di poche anime arroccato su un’altura nella provincia spagnola di Valladolid, come laboratorio per il suo progetto di rigenerazione. L’obiettivo era creare un ecosistema economico e sociale completamente nuovo, fondato non sull’agricoltura o sull’industria, ma sul valore dei libri e della cultura.
Per anni, l’idea è rimasta in fase di studio, fino a quando nel 2007 ha ricevuto il sostegno istituzionale decisivo. La Diputación Provincial de Valladolid ha abbracciato il progetto, finanziandolo e promuovendolo attivamente. L’ispirazione proveniva da modelli europei di successo, come il celebre villaggio di Hay-on-Wye, in Galles, che ha saputo trasformare la sua altissima concentrazione di librerie in un’attrazione turistica di richiamo nazionale, culminante in un prestigioso festival letterario.
Il risultato di questa scommessa è stato un successo straordinario. Oggi Urueña, con i suoi appena 200 abitanti, ospita ben 11 librerie, raggiungendo la più alta densità di negozi di libri per abitante al mondo. Questa peculiarità non è solo una statistica da guinness, ma il cuore pulsante di un’intera economia locale che ruota attorno al mondo dell’editoria, della lettura e delle attività culturali. Il progetto “Villa del Libro” ha di fatto invertito il processo di declino, attraendo nuovi residenti e un turismo colto e sostenibile.
La forza del modello Urueña risiede anche nella diversificazione e specializzazione della sua offerta. Le librerie non sono semplici punti vendita, ma spazi tematici che attirano appassionati da tutta la Spagna e oltre. Tra le più note spiccano “Primera Pàgina”, un vero e proprio tempio dedicato al fotogiornalismo e ai libri illustrati, e “Páramo”, un’affascinante libreria specializzata nella compravendita di volumi usati e antichi, promuovendo così un’economia circolare anche nel campo editoriale.
Il progetto non si è fermato alla semplice creazione di un distretto commerciale, ma continua a evolversi. Un esempio significativo sarà l’importante ritiro culturale che si terrà nel maggio 2025, un evento che coinvolgerà attivamente librerie, musei e il centro culturale e-LEA. L’iniziativa, con laboratori di scrittura, fotografia, calligrafia ed editoria artigianale, dimostra la volontà di passare dalla vendita di un prodotto a un’offerta di esperienze culturali immersive, consolidando il ruolo del borgo come destinazione per un apprendimento continuo.
A quasi vent’anni dal suo avvio, “Villa del Libro” viene costantemente presentata dalle istituzioni turistiche della Castiglia e León come un esempio virtuoso di rigenerazione territoriale. Urueña non è solo la prima “città del libro” della Spagna, ma rappresenta un modello replicabile in altre aree rurali europee che affrontano la sfida dello spopolamento. Ha dimostrato che la cultura può essere un potente motore di sviluppo sostenibile, capace di creare valore, occupazione e identità, salvaguardando il patrimonio storico e sociale di un territorio.
















