Capo Verde ha scritto una pagina indelebile della sua storia calcistica, ottenendo la qualificazione ai sedicesimi di finale del Mondiale 2026. Il pareggio per 0-0 contro l’Arabia Saudita, unito alla decisiva sconfitta dell’Uruguay nell’altra gara del girone, ha spalancato le porte della fase a eliminazione diretta alla nazionale guidata dal portiere Vozinha.
La partita ha visto un netto predominio territoriale da parte di Capo Verde, che ha costantemente cercato la via del gol senza però riuscire a superare la difesa saudita. La squadra africana ha mostrato maggiore iniziativa e qualità nel palleggio, creando diverse potenziali occasioni che non si sono concretizzate per imprecisione nell’ultimo passaggio o per la prontezza della retroguardia avversaria. L’Arabia Saudita, dal canto suo, ha impostato una gara prettamente difensiva, faticando a costruire azioni offensive pericolose.
La manovra saudita è risultata lenta e prevedibile, con gli attaccanti spesso isolati e incapaci di trovare spazi utili a impensierire la difesa capoverdiana. Con il passare dei minuti e con le notizie positive provenienti dall’altro campo, la selezione africana ha gestito il possesso palla con maggiore serenità, consapevole che il pareggio sarebbe stato sufficiente per il passaggio del turno.
Tra i protagonisti assoluti della serata spicca la prestazione del difensore centrale capoverdiano Roberto Lopes. Ha guidato il reparto con autorità e sicurezza, annullando i tentativi offensivi sauditi e garantendo una serata di relativa tranquillità al suo portiere. Molto positiva anche la prova dell’esterno Willy Semedo, costante spina nel fianco della difesa avversaria con le sue accelerazioni e i suoi dribbling. Per l’Arabia Saudita, si è distinto il subentrato Ali Lajami, che ha portato solidità a un reparto in affanno.
La serata è stata invece da dimenticare per il terzino saudita Saud Abdulhamid, andato in totale difficoltà contro le incursioni di Semedo. Ha rimediato un’ammonizione quasi immediata e non è mai riuscito a contenere l’avversario diretto, apparendo costantemente fuori posizione e in ritardo. Deludente anche la performance dell’attaccante Firas Al Buraikan, mai pericoloso e a sua volta ammonito. Il suo sostituto, Abdullah Al Hamdan, non ha inciso sul match.
Con tre pareggi in tre partite, Capo Verde ha dimostrato una solidità eccezionale e ha meritato un traguardo che proietta la squadra in una dimensione nuova. Ora l’attende una sfida tanto affascinante quanto proibitiva: il 4 luglio, i capoverdiani affronteranno l’Argentina per un posto nei quarti di finale del torneo.





