Bjorn Borg, leggenda del tennis che ha da poco compiuto settant’anni, ha offerto la sua analisi sul panorama tennistico attuale, tracciando parallelismi tra la sua epoca e quella odierna. La sua figura ha segnato una svolta per lo sport, introducendo cambiamenti tecnici e una nuova percezione mediatica.
In vista dell’imminente torneo di Wimbledon, lo svedese ha indicato in Jannik Sinner il principale candidato alla vittoria. “Jannik è un grandissimo campione, è il numero uno del mondo”, ha dichiarato Borg, sottolineando la potenza dei colpi dell’italiano e la sua ormai consolidata abilità sull’erba. La sua convinzione si è rafforzata data l’assenza di Carlos Alcaraz, un fattore che secondo l’ex campione spiana la strada a Sinner.
Proprio la rivalità tra Sinner e Alcaraz è stata al centro della sua riflessione. Borg l’ha paragonata alla sua storica contrapposizione con John McEnroe, un dualismo che ha portato il tennis “verso un’altra dimensione”. Ha spiegato come stili e personalità differenti abbiano spinto i tifosi a schierarsi, rendendo la popolarità del tennis planetaria. “Le rivalità, soprattutto quelle sane come la loro, sono da sempre il sale dello sport”, ha aggiunto, prevedendo che quella tra l’italiano e lo spagnolo “è destinata a rimanere nella storia”.
Borg ha inoltre espresso grande ammirazione per Novak Djokovic, definendolo “il più grande giocatore di tutti i tempi”, pur riconoscendo l’impresa sovrumana dei 14 Roland Garros vinti da Nadal. Secondo l’ex campione, nonostante l’età e l’usura del tempo rendano più difficile competere con Sinner e Alcaraz, la motivazione eccezionale di Djokovic lo manterrà un avversario temibile per tutti, specialmente sull’erba di Wimbledon.
Lo svedese ha anche commentato il momento d’oro del tennis italiano, concordando con il connazionale Mats Wilander. Ha evidenziato come la presenza di un campione come Sinner funga da stimolo per l’intero movimento, un fenomeno simile a quello vissuto dalla Svezia negli anni ’70. Ha lodato la Federazione Italiana per la capacità di produrre numerosi giocatori competitivi a livello Slam.
Riguardo al suo stile di gioco, Borg ha voluto sfatare un mito. Sebbene la sua forza si basasse sugli scambi da fondo campo, ha sottolineato come attaccasse spesso, soprattutto sull’erba di un tempo. “Certo, non ero bravo come McEnroe, però anche a rete mi difendevo bene”, ha ammesso.
Infine, ha toccato temi attuali come il calendario fitto e le richieste dei giocatori. Borg ha suggerito che il problema non è tanto il numero di partite, quanto il poco tempo tra una stagione e l’altra. Ha proposto un calendario che consenta una preparazione adeguata da novembre a dicembre, riconoscendo che i giocatori di oggi hanno un ruolo centrale nella promozione dello sport che meriterebbe un maggior riconoscimento.





