Il crollo del Bari: dalla Serie A sfiorata alla Serie C

130
Cronache sport calcio
Cronache sport calcio

Tre anni fa il Bari ha sfiorato la promozione in Serie A, ora è sprofondato nell’incubo della retrocessione in Serie C. Un crollo verticale che ha gettato il capoluogo pugliese in un clima di delusione e tradimento, a pochi mesi di distanza da un sogno svanito all’ultimo secondo nel playoff contro il Cagliari.

Al centro delle proteste si trova la proprietà, la famiglia De Laurentiis, già alla guida del Napoli. La tifoseria e parte della politica accusano la dirigenza di aver trattato il Bari come una “seconda squadra” e un semplice “asset finanziario”, parole attribuite al patron Aurelio che hanno suscitato forti malumori. Il figlio Luigi, presidente del club, ha preso le distanze da tali dichiarazioni e ha porto le proprie scuse alla piazza.

Le radici della crisi risalgono al 2018, quando, dopo un fallimento societario, il titolo sportivo fu affidato dall’allora sindaco Antonio Decaro proprio ai De Laurentiis. Secondo l’attuale primo cittadino, Vito Leccese, la proprietà ha disatteso il patto siglato in quell’occasione, che prevedeva investimenti nel centro sportivo, nel settore giovanile e nel calcio femminile.

L’ex sindaco Decaro ha difeso la sua scelta, spiegando che l’alternativa principale, rappresentata da Claudio Lotito, avrebbe creato un problema di multiproprietà ancora più complesso. Ha inoltre chiarito che altre manifestazioni d’interesse, come quella del gruppo Hartono, non erano supportate da un progetto concreto e dai documenti richiesti dalla Federcalcio per il bando.

Dal canto suo, il presidente Luigi De Laurentiis ha rivendicato i risultati ottenuti, come la scalata dalla Serie D alla B e i bilanci in ordine. Recentemente ha ribadito l’impegno a costruire un progetto tecnico per tornare in Serie A e a risolvere la questione della multiproprietà, ponendo fine all’attuale situazione entro il 2028 con una cessione del club. La nomina di Pierpaolo Marino come nuovo direttore generale rientra in questo piano di rilancio.

Tuttavia, le critiche non si placano. Il senatore Filippo Melchiorre ha puntato il dito contro la precedente amministrazione comunale per la scarsa trasparenza nell’assegnazione del titolo e per aver concesso lo stadio a condizioni ritenute troppo favorevoli, senza oneri per il club. Condizioni che la nuova giunta ha già provveduto a modificare.

In questo scenario, i tifosi rappresentano l’unica certezza. Nonostante la rabbia verso la proprietà, hanno confermato la loro fedeltà incondizionata, annunciando che non faranno mancare il loro sostegno, soprattutto durante le trasferte, vissute come un vero e proprio rito identitario.

Il Bari ripartirà dalla Serie C, in uno stadio San Nicola che si preannuncia teatro di contestazioni. La città chiede un cambio di passo e una nuova proprietà che possa onorare la passione di una delle piazze più importanti del calcio italiano.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome