Jovane Cabral, la favola Capo Verde e i ricordi d’Italia

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Cronache sport calcio
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Jovane Cabral ha tracciato la sua rotta nel calcio partendo da Capo Verde, dove è nato e cresciuto prima di trasferirsi a Lisbona per iniziare la sua carriera. L’attaccante, oggi all’Estrella Amadora, è uno dei protagonisti della storica qualificazione della sua nazionale alla fase a eliminazione diretta della Coppa d’Africa.

“Ci sentiamo tutti dei supereroi”, ha dichiarato Cabral dopo aver festeggiato con la famiglia in videochiamata. “Se penso a qualche anno fa, quando non riuscivamo neanche a giocare le amichevoli, mi sembra di sognare. È una favola”. L’attaccante ha dedicato il traguardo alla sua famiglia e alla sua isola, Santiago, ricordando gli inizi nel piccolo club Gremio de Nhagar prima del grande salto in Europa.

Il percorso di Capo Verde nella competizione ha generato un’ondata di entusiasmo. Nonostante il ruolo di sfavoriti in vista delle prossime sfide, la squadra non si pone limiti. “Nel calcio mai dire mai”, ha commentato Cabral. L’allenatore sta lavorando per mantenere alta la concentrazione del gruppo dopo i festeggiamenti e la parola d’ordine, per l’attaccante, è “unione”: “Se non fossimo fratelli, non andremmo da nessuna parte”.

La carriera di Cabral lo ha portato anche in Italia, con due esperienze significative in Serie A. La prima è stata alla Lazio, nella stagione 2021-2022. “A livello di spogliatoio e di ambiente è stato ottimo. Sento ancora Felipe Anderson e altri ex compagni”, ha raccontato. Sebbene il suo impiego sia stato limitato, ha definito quel periodo una fase di grande crescita personale, trovandosi per la prima volta lontano dallo Sporting Lisbona.

Riguardo al suo rapporto con l’allora allenatore Maurizio Sarri, Cabral ha un ricordo preciso. “Non mi vedeva molto, ci poteva stare: ero giovane e in prestito. Ma appena ho avuto l’occasione ho segnato”. Di Sarri ha ricordato le abitudini particolari, come le sigarette nel suo ufficio, e l’intensità del lavoro tattico. “È una persona riservata, non parlavamo molto, ma con lui ho imparato parecchio”.

Successivamente, l’attaccante ha vestito la maglia della Salernitana. L’esperienza in Campania, pur conclusasi con la retrocessione in Serie B, ha lasciato un segno positivo. “Piazza magnifica: il lungomare, lo stadio Arechi, i tifosi. Ho un ottimo ricordo della città”, ha spiegato Cabral, menzionando una stagione complicata, caratterizzata da quattro cambi di allenatore.

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