TEVEROLA (Caserta) – Un’operazione di vasta portata, che scoperchia un presunto sistema di speculazione edilizia del valore di decine di milioni di euro. Alle prime luci dell’alba di oggi, 29 giugno 2026, i Carabinieri della Compagnia di Aversa hanno dato esecuzione a un imponente decreto di sequestro preventivo, ponendo i sigilli a ben 162 unità immobiliari, tra edifici già completati e altri in fase di costruzione. Il valore complessivo del patrimonio immobiliare congelato dall’autorità giudiziaria è stato stimato in circa trenta milioni di euro.
Il blitz, coordinato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, rappresenta il culmine di una complessa e articolata attività investigativa che ha acceso i riflettori su un intero comparto urbanistico sorto nella zona sud-est di Teverola, in località “Madama Vincenza”. Nel mirino degli inquirenti sono finiti professionisti del settore edile e imprenditori, ritenuti allo stato attuale delle indagini gravemente indiziati di una serie di reati legati all’abusivismo edilizio su larga scala.
Secondo quanto emerso dalle risultanze investigative, corroborate da dettagliate consulenze tecniche disposte dalla Procura, gli indagati avrebbero messo in piedi una colossale lottizzazione abusiva. Un’operazione illegale che non si sarebbe limitata alla semplice costruzione di edifici in violazione delle norme urbanistiche – la cosiddetta lottizzazione “materiale” – ma che affonderebbe le sue radici in un meccanismo fraudolento di tipo “negoziale” o “cartolare”.
Il modus operandi, secondo gli investigatori, era tanto semplice quanto efficace per aggirare i vincoli e le procedure di pianificazione territoriale. Un unico, vasto appezzamento di terreno, originariamente appartenente a un solo proprietario, sarebbe stato artatamente frazionato in decine e decine di particelle catastali più piccole. Questi singoli lotti sarebbero stati poi ceduti a terzi, società o privati cittadini, che avrebbero successivamente avviato la costruzione dei singoli immobili. In questo modo, si sarebbe tentato di mascherare un’operazione unitaria di trasformazione urbanistica, facendola apparire come una somma di iniziative edilizie individuali e slegate tra loro, eludendo così la necessità di un piano di lottizzazione approvato e delle relative opere di urbanizzazione primaria e secondaria (strade, fogne, illuminazione, verde pubblico).
Lo scenario che si è presentato stamattina ai militari dell’Arma è stato quello di un intero quartiere fantasma, un cantiere a cielo aperto dove villette finite e appartamenti pronti per essere abitati si alternano a scheletri di cemento armato e fondamenta appena gettate. Un sogno immobiliare per molti, che ora rischia di trasformarsi in un incubo.
È fondamentale precisare, come sottolineano fonti della Procura, che il provvedimento eseguito oggi ha natura di misura cautelare, disposta nella fase delle indagini preliminari. Ciò significa che avverso il sequestro sono ammessi mezzi di impugnazione da parte dei diretti interessati. I destinatari della misura, allo stato attuale, sono da considerarsi persone sottoposte a indagini e, pertanto, la loro innocenza è presunta fino all’emissione di una sentenza definitiva di condanna. Le indagini, tuttavia, proseguono per ricostruire l’intera filiera delle responsabilità e accertare eventuali ulteriori complicità nel complesso disegno criminoso.















