Juventus, la corsa alla plusvalenza per il fair play

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Cronache sport calcio
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La Juventus ha lavorato per realizzare una cessione in grado di generare un effetto positivo a bilancio di circa 12-13 milioni di euro entro la scadenza del 30 giugno. Questa data è un momento chiave per le società di calcio, poiché segna la chiusura degli esercizi finanziari da sottoporre al controllo della Uefa.

L’operazione è legata alla volontà di dare un segnale di risanamento progressivo dei conti. L’ultima semestrale ha fatto registrare una perdita di 2,5 milioni e si prevede che il conto economico rimanga in passivo anche per l’esercizio 2025-26, seppur con un netto miglioramento rispetto al passato.

Il club ha già ridotto in modo significativo le perdite, passando dai -239 milioni del 2021-22 ai -58 milioni stimati per il 2024-25. A causa di questa situazione, la dirigenza ha dovuto posticipare al 2027-28 l’obiettivo del pareggio di bilancio, inizialmente previsto nel business plan per il 2027. La plusvalenza servirebbe quindi ad alleggerire ulteriormente il passivo di questa stagione.

Questo segnale è importante anche in vista del dialogo con la Uefa, con cui i dirigenti bianconeri hanno negoziato la firma di un “settlement agreement”. L’accordo, che verrà ufficializzato a breve, sterilizzerà i deficit pregressi in cambio di una sanzione economica, la cui quota incondizionata sarà inferiore ai 10 milioni di euro. In caso di mancato rispetto dei patti, scatteranno ulteriori multe.

L’intesa prevede anche una sanzione di natura sportiva. La lista dei giocatori per le competizioni Uefa che sarà presentata ad agosto dovrà avere un costo complessivo (stipendi, ammortamenti e oneri) inferiore a quello della lista depositata a febbraio. Per il triennio 2026-29, inoltre, la Juventus dovrà rispettare la “football earning rule”, che impone un tetto massimo di 60 milioni di perdita aggregata.

Il calciatore individuato per garantire questa plusvalenza è stato Fabio Miretti. Essendo cresciuto nel settore giovanile, il suo costo residuo a bilancio è quasi nullo (circa 320 mila euro al 30 giugno 2026), il che renderebbe la sua cessione un profitto quasi totale per le casse del club.

Se la Juventus non avesse realizzato questa plusvalenza, non ci sarebbero state conseguenze immediate né il mancato raggiungimento di obiettivi inderogabili. L’unico effetto sarebbe stato quello di non inviare un segnale positivo sull’andamento dei conti, costringendo il club a concentrare nelle successive sessioni di mercato i ricavi necessari a sanare gli ammanchi.

La situazione della Juventus è risultata diversa da quella della Roma. I giallorossi avevano già sottoscritto un “settlement agreement” nel 2022, impegnandosi a non superare una perdita di 60 milioni nell’ultimo triennio. Per mitigare le sanzioni Uefa, la Roma si è trovata nella necessità di realizzare plusvalenze ben più consistenti.

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