Appennino: accordo per gestire alluvioni e siccità

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Rischio idrico
Rischio idrico

È stato sottoscritto un nuovo Protocollo d’intesa per rafforzare la gestione dei rischi ambientali legati all’acqua. L’accordo è stato siglato tra il Dipartimento della Protezione Civile, Anbi, l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale e quella dell’Appennino Settentrionale. L’evento si è svolto durante l’Assemblea nazionale di Anbi, intitolata ‘L’acqua è strategia’.

L’obiettivo è creare un modello stabile di collaborazione tra il sistema nazionale di protezione civile, le Autorità di bacino e i Consorzi di bonifica. Questa sinergia servirà a migliorare la gestione del rischio idraulico, da frana, costiero e di severità idrica, integrando pianificazione, monitoraggio e adattamento climatico.

Il patto si basa sulla valorizzazione di strumenti avanzati come mappe di pericolosità, dati territoriali e piattaforme digitali. In particolare, il protocollo prevede la condivisione sistematica con la Protezione Civile dei quadri conoscitivi prodotti dalle Autorità di bacino, offrendo un supporto cruciale per aggiornare i piani di emergenza.

Saranno implementate procedure per la mappatura e la valutazione post-evento degli effetti di alluvioni e frane, oltre al monitoraggio costante degli scenari di scarsità della risorsa idrica. I Consorzi di bonifica avranno un ruolo chiave nella raccolta dati, nella segnalazione di criticità e nel presidio del territorio.

L’innovazione tecnologica sarà al centro della collaborazione: si utilizzeranno dati satellitari, sistemi informativi territoriali (WebGIS), gemelli digitali (digital twins) e strumenti di intelligenza artificiale per supportare le decisioni. Sono inoltre previste iniziative di formazione, esercitazioni e campagne per aumentare la consapevolezza del rischio tra i cittadini.

Marco Casini, segretario generale dell’Autorità di bacino dell’Appennino Centrale, ha dichiarato: “Con questo protocollo facciamo un passo importante verso una prevenzione più moderna, fondata sull’integrazione tra conoscenza scientifica, pianificazione e presidio territoriale”. Ha sottolineato come la sicurezza idraulica e la gestione delle crisi idriche richiedano dati condivisi e una regia istituzionale stabile.

L’accordo valorizzerà anche gli Osservatori distrettuali permanenti sugli utilizzi idrici come sedi di raccordo per la gestione della siccità. L’intesa avrà una durata di quattro anni e vedrà l’istituzione di un Gruppo di lavoro coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile, che definirà programmi annuali e priorità di intervento.

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