La Juventus sperava che i Mondiali nordamericani potessero fungere da vetrina per valorizzare alcuni calciatori in rosa, ma l’esito è stato contrario alle attese. La competizione non ha portato i benefici sperati in ottica mercato per alcuni giocatori considerati cedibili o da rilanciare.
Le performance di Gleison Bremer, Teun Koopmeiners e Jonathan David, in particolare, non hanno ricevuto incentivi positivi dal torneo, rendendo più complesse eventuali trattative per il club.
Gleison Bremer ha vissuto il Mondiale da spettatore, senza mai scendere in campo nelle cinque partite disputate dal Brasile. Il difensore centrale, reduce da una stagione condizionata dai postumi di un intervento al legamento crociato, è stato l’unico giocatore di movimento della Seleção, insieme a Leo Pereira, a non aver collezionato minuti.
Sul suo contratto è presente una clausola rescissoria da 58 milioni di euro, valida fino al 10 agosto, ma al momento nessun club si è mostrato intenzionato a esercitarla. Sulla sua valutazione pesa anche una limitata esperienza internazionale, con solo 9 presenze in Champions League e 8 con la nazionale brasiliana. L’interesse del Bayern Monaco persiste, ma l’offerta è ancora lontana dalla cifra richiesta dalla Juventus, che chiede almeno 40 milioni di euro per una sua cessione.
È andata leggermente meglio a Teun Koopmeiners, impiegato in tutte e quattro le partite dell’Olanda, ma mai come titolare. Il centrocampista ha accumulato 118 minuti in campo, con un rigore segnato nella serie finale contro il Marocco.
Nonostante il giocatore si sia detto soddisfatto del suo contributo, le sue prestazioni non sembrano aver attratto l’interesse concreto di altri club dopo due stagioni con la Juventus. A ostacolare una sua possibile partenza sono l’ingaggio da 4,5 milioni di euro netti e la necessità per il club di incassare almeno 30 milioni per non registrare una minusvalenza.
Infine, Jonathan David ha vissuto un Mondiale di alti e bassi. L’attaccante canadese ha realizzato una tripletta contro il Qatar, ma è stato un episodio isolato in un torneo caratterizzato da errori tecnici e difficoltà nel gioco.
Nonostante l’involuzione, il giocatore ha espresso la volontà di rimanere a Torino per giocarsi le sue carte. Una sua cessione rappresenterebbe una significativa plusvalenza per la Juventus, ma il suo stipendio da 6 milioni di euro netti all’anno complica le trattative, soprattutto dopo una vetrina mondiale che non ha portato i risultati sperati.














