Verona: una fattoria sociale aiuta i bambini autistici

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Agricoltura sociale
Agricoltura sociale

A Bonavicina, in provincia di Verona, la Vecchia Fattoria è diventata un simbolo di speranza e progresso per i ragazzi con disturbi dello spettro autistico. Il percorso di Andrea e Doria, due bambini che frequentano la struttura, ha dimostrato l’efficacia di un approccio che unisce la natura e il lavoro agricolo come strumento terapeutico. Grazie a percorsi personalizzati di ortoterapia e pet therapy, i giovani ospiti hanno registrato notevoli miglioramenti.

Il cuore del progetto risiede nell’interazione quotidiana con gli animali e la terra. Cavalli, asinelli, conigli e maialini non sono semplici presenze, ma veri e propri co-terapeuti. Il contatto con loro ha contribuito a stimolare la comunicazione verbale e non verbale, rafforzando al contempo l’autostima dei ragazzi. Prendersi cura di un altro essere vivente si è rivelato un potente motore per la crescita personale.

La Vecchia Fattoria non è nata come centro terapeutico. In origine era un agriturismo tradizionale, gestito da una famiglia appassionata della vita di campagna e della ristorazione con prodotti locali. Con il tempo, la struttura ha evoluto la sua missione, trasformandosi in un modello virtuoso di fattoria sociale. Questo cambiamento ha integrato l’attività agricola con finalità di inclusione, aprendo le porte a persone con fragilità.

All’interno dei suoi laboratori, la fattoria produce miele, confetture, conserve e altri derivati agricoli. Questi prodotti, realizzati con materie prime coltivate in loco, vengono venduti direttamente ai visitatori secondo la filosofia del chilometro zero. Tale attività non solo garantisce la sostenibilità economica del progetto, ma rappresenta anche una parte fondamentale del percorso formativo per i partecipanti.

Il lavoro in fattoria è concepito come uno strumento riabilitativo completo, sviluppato in stretta collaborazione con i servizi sociali e sanitari del territorio veronese. I ragazzi che dimostrano particolari attitudini o interessi vengono inseriti in piani di formazione specifici, che possono includere tirocini e borse di studio. L’obiettivo finale è l’avviamento al lavoro agricolo presso altre aziende della zona, trasformando un’esperienza terapeutica in una concreta opportunità professionale.

La routine quotidiana è scandita da compiti precisi che responsabilizzano e favoriscono la cooperazione. I ragazzi preparano gli animali per le attività, distribuiscono il fieno, cambiano l’acqua nelle stalle e si occupano della pulizia. Parallelamente, partecipano alla preparazione delle marmellate, imparando l’intero ciclo produttivo. Tutte queste mansioni, svolte in gruppo, aiutano a costruire le fondamenta per un futuro di autonomia e integrazione.

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