Farmaci animali: prezzi fino a 10 volte più cari

69
Spesa sanitaria
Spesa sanitaria

La spesa per la cura degli animali domestici ha raggiunto livelli insostenibili per molte famiglie italiane. Al centro del problema vi è una speculazione sui prezzi dei farmaci veterinari, che possono costare fino a dieci volte di più rispetto ai loro equivalenti per uso umano, pur contenendo lo stesso identico principio attivo. Questo fenomeno ha sollevato un’ondata di proteste da parte di associazioni di consumatori e proprietari di animali.

I dati sono eloquenti e mostrano una disparità di trattamento ingiustificabile. Prendiamo due esempi concreti. Il Diuren, un diuretico per animali con problemi cardiaci, ha un costo di 12,70 euro. Il suo equivalente umano, il Lasix, che condivide lo stesso principio attivo (furosemide), si acquista in farmacia a soli 1,72 euro, con un rincaro per la versione veterinaria superiore al 600%.

La situazione non cambia con altri tipi di terapie. Il Fortekor, un farmaco per l’ipertensione di cani e gatti, costa 25,50 euro. Un medicinale generico per l’uomo basato sul medesimo principio attivo, il benazepril cloridrato, ha un prezzo di appena 3,88 euro. In questo caso, il proprietario di un animale si trova a pagare quasi sette volte tanto per la stessa molecola.

Il meccanismo che permette questi rincari è legato a una precisa norma legislativa. I veterinari sono infatti obbligati a prescrivere il farmaco registrato specificamente per uso veterinario, anche se esiste un’alternativa per umani molto più economica. La prescrizione del farmaco umano è consentita solo in “uso in deroga”, cioè quando non esiste un medicinale veterinario corrispondente. Questa regola, pensata per garantire la sicurezza, ha di fatto creato un mercato protetto dove le case farmaceutiche possono imporre prezzi senza concorrenza.

Le conseguenze di questa distorsione del mercato sono gravi. Molti proprietari, di fronte a costi esorbitanti per terapie croniche, sono costretti a indebitarsi o, nei casi più drammatici, a interrompere le cure, mettendo a rischio la salute e la vita dei loro animali. Si tratta di un problema etico e sociale che mina il rapporto di cura e affetto con gli animali domestici, considerati a tutti gli effetti membri della famiglia.

Da anni diverse forze politiche e associazioni animaliste chiedono una modifica della legge. La proposta è semplice: consentire ai veterinari di prescrivere il medicinale per uso umano, meno costoso, qualora esista e sia sicuro per l’animale, anche in presenza di un farmaco veterinario equivalente. Un intervento normativo di questo tipo romperebbe il monopolio attuale, introducendo concorrenza e calmierando i prezzi, a tutto vantaggio del benessere animale e della sostenibilità economica delle famiglie.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome