Un’analisi dell’ultima Serie A ha evidenziato una netta tendenza tattica in controtendenza rispetto al calcio internazionale. Mentre le competizioni più importanti hanno premiato la difesa a quattro, nel campionato italiano sei delle prime sette classificate hanno adottato un sistema basato su tre difensori centrali.
Dall’Inter campione d’Italia fino a club come Milan, Juventus e Roma, i moduli sono variati (3-5-2, 3-4-2-1, 3-4-3), ma il principio è rimasto lo stesso: una linea che in fase di non possesso si schierava a cinque. L’unica eccezione di rilievo tra le squadre di vertice è stata il Como di Cesc Fàbregas, che ha sempre preferito la linea a quattro.
Questa scelta tattica non implica per forza un approccio rinunciatario. Allenatori come Gian Piero Gasperini hanno costruito squadre offensive partendo dai tre difensori, mentre altri, come Simone Inzaghi, hanno mostrato pragmatismo nel consolidare un assetto vincente. La prossima stagione, tuttavia, potrebbe segnare un punto di svolta.
Con i numerosi cambi in panchina, diversi club potrebbero infatti cambiare pelle. L’Atalanta di Gasperini difficilmente abbandonerà il suo marchio di fabbrica, così come il Monza che ha scelto Ivan Jurić, un altro specialista della difesa a tre. Anche il Milan, con l’arrivo del nuovo tecnico, potrebbe orientarsi verso il 3-4-2-1, suo sistema di riferimento.
D’altra parte, si profila un ritorno alla difesa a quattro per diverse squadre. La nuova Juventus sembra destinata a questo cambio, così come il Bologna di Domenico Tedesco e la Fiorentina di Alessandro Grosso. Anche il Sassuolo di Alberto Aquilani ha annunciato di voler impostare la squadra con quattro difensori, e la Lazio dovrebbe proseguire sulla stessa linea.
Questa spaccatura tattica si riflette anche sulla Nazionale. Il commissario tecnico Luciano Spalletti ha evidenziato la difficoltà nel selezionare giocatori abituati a difendere a quattro, dato che la maggior parte di loro milita in club che usano un sistema diverso.
In conclusione, sebbene le squadre che vincono in Europa utilizzino prevalentemente la linea a quattro, la scelta del modulo in Serie A sembra legata tanto alla filosofia degli allenatori quanto alla cultura tattica del campionato. Più che il sistema di gioco, a fare la differenza restano l’atteggiamento, la qualità e l’intensità.










