Il metodo Amorim: allenamenti brevi e ad alta intensità

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Cronache sport calcio
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Ruben Amorim ha preso contatto con la sua nuova realtà a Milanello e le sue prime impressioni sono state estremamente positive. Il tecnico portoghese ha elogiato la struttura del centro sportivo, definendola eccezionale e completa di tutto ciò che serve per lavorare al meglio, sentendosi subito a casa. Il suo approccio diretto e schietto lascia intendere che le sue lodi siano sincere e non di circostanza.

Nelle prossime settimane, i campi di allenamento vedranno l’applicazione rigorosa del suo metodo, la cui parola chiave è una sola: intensità. La filosofia di Amorim si basa su un principio fondamentale del calcio: la squadra replicherà in partita le caratteristiche e il ritmo richiesti durante le sessioni settimanali.

Gli allenamenti diretti dal tecnico portoghese si distingueranno per la loro durata contenuta. Le sessioni non supereranno l’ora e mezza, e in molti casi potranno durare anche solo quarantacinque minuti. L’obiettivo di questa brevità non è concedere riposo, ma al contrario massimizzare lo sforzo. In questo lasso di tempo, i giocatori verranno sollecitati fino all’ultima risorsa energetica, perché l’intensità è un pilastro non negoziabile del suo modello di gioco.

Questo approccio si differenzia da stili di gioco più attendisti. Amorim pretende infatti aggressività costante, una pressione alta e organizzata per riconquistare il pallone il più velocemente possibile una volta perso. Per sostenere una tale richiesta, sarà indispensabile raggiungere e mantenere una preparazione atletica di altissimo livello.

Superato il periodo iniziale di riatletizzazione, utile a ricostruire la base aerobica, il lavoro si concentrerà sulla gestione dei picchi di intensità. La capacità di ogni singolo giocatore di reggere ritmi elevati è cruciale, poiché il cedimento di un solo elemento può compromettere l’intero meccanismo di pressione collettiva, aprendo varchi per gli avversari.

Una caratteristica distintiva del suo metodo è la centralità del pallone. Salvo rare eccezioni nella fase di preparazione fisica, le esercitazioni a secco saranno limitate. Il pallone sarà quasi sempre protagonista, sia per abituare i giocatori a gestirlo in condizioni di alta intensità, sia per alleggerire il carico mentale dell’allenamento.

Per sviluppare la reattività e la velocità di pensiero, gran parte del lavoro si svolgerà in spazi ridotti. Verranno organizzate partitelle con campo piccolo, spesso con regole come i due o tre tocchi massimi per giocatore. A queste si affiancheranno esercizi specifici sul possesso palla e sfide di attacco contro difesa, portate fino all’estremo con duelli uno contro uno.

I tempi morti, nel vocabolario di Amorim, non esistono. Le pause saranno brevi e funzionali, principalmente per l’idratazione, mentre le indicazioni tattiche verranno fornite con la palla in movimento o in momenti dedicati davanti alla lavagna. L’assenza di pause ingiustificate in allenamento ha uno scopo preciso: preparare la squadra a non averne nemmeno durante la partita.

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