Jannik Sinner ha ricevuto un rinforzo importante in vista della finale di Wimbledon. Suo fratello maggiore, Mark, è arrivato a Londra per sostenerlo nell’appuntamento decisivo del torneo. Al momento rappresenta l’unico familiare presente al fianco del numero uno del mondo, dopo che i genitori Hanspeter e Siglinde avevano declinato l’invito nel Royal Box per il match inaugurale. La sua presenza è considerata un elemento chiave per la stabilità emotiva del tennista.
Mark, nato in Russia nel 1998 e adottato dalla famiglia Sinner all’età di nove mesi, conduce una vita volutamente lontana dai riflettori. Lavora come istruttore dei Vigili del Fuoco in Alto Adige e non ricerca l’attenzione mediatica, mantenendo un profilo estremamente riservato. Il legame con Jannik è profondo, basato su un’intesa che va oltre lo sport e spesso caratterizzato da un’ironia affettuosa. Lo stesso campione ha raccontato in passato che il fratello una volta preferì assistere al Gran Premio di Imola piuttosto che a una sua partita, un aneddoto che rivela la loro complicità.
Il motivo per cui la presenza di Mark è così preziosa, specialmente nei momenti di alta tensione, è la sua capacità di riportare Jannik alla dimensione personale. Durante le loro conversazioni, il tennis scompare per lasciare spazio alla quotidianità. Mark non vede il numero uno del mondo o il finalista di Wimbledon, ma semplicemente il suo fratellino minore. Questo ruolo è stato fondamentale fin da quando Sinner, appena tredicenne, ha lasciato casa per trasferirsi al centro tecnico di Bordighera, e Mark rappresentava un contatto costante e una voce amica nei momenti di nostalgia.
Negli ultimi mesi, Jannik aveva espresso più volte il desiderio di recuperare il tempo trascorso lontano dalla famiglia, sottolineando quanto la carriera gli avesse sottratto momenti di vita comune. L’arrivo del fratello a Londra è una risposta diretta a questa esigenza. Offre un rifugio mentale che, alla vigilia della partita più importante del torneo, ha un valore pari a quello delle sessioni di allenamento con i coach Simone Vagnozzi e Darren Cahill, a loro volta diventati per lui una seconda famiglia.
Dopo i problemi all’anca che hanno condizionato il suo percorso verso il Roland Garros, Sinner è arrivato a Wimbledon in ottima forma fisica e mentale. Ha dimostrato un gioco solido, un servizio efficace e una tattica impeccabile lungo tutto il torneo. Ora, per completare la preparazione in vista della finale, l’aspetto psicologico diventa predominante. La vicinanza del fratello agisce come un tassello finale, nutrendo quella serenità necessaria per affrontare lo sprint decisivo alla conquista del suo primo titolo sull’erba londinese.







