NAPOLI – Sono accusati di aver rapinato un turista statunitense di un orologio di lusso dal valore di circa 130mila euro. Per questo i carabinieri hanno notificato la misura cautelare degli arresti domiciliari a Raffaele Fani, 25 anni, e Antonio Iair, 21 anni, entrambi gravemente indiziati del reato di rapina aggravata.
L’episodio risale alla sera del 6 giugno scorso e si è verificato nel cuore della città, lungo via Nardones. La vittima, un cittadino americano in vacanza in Italia, era appena uscita da un ristorante insieme alla moglie e alla figlioletta quando è stata presa di mira dai rapinatori. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, un giovane con il volto coperto da un casco protettivo dotato di visiera scura si sarebbe avvicinato al turista e, con un’azione fulminea e violenta, gli avrebbe strappato dal polso l’orologio di pregio che indossava: un Patek Philippe Nautilus, modello particolarmente ricercato nel mercato del lusso e valutato circa 130mila euro.
La rapina ha avuto anche conseguenze fisiche per la vittima. Nel tentativo di impossessarsi dell’orologio, il rapinatore avrebbe trascinato l’uomo per alcuni metri, provocandogli lesioni al polso sinistro. Un episodio particolarmente violento, avvenuto davanti ai familiari del turista, che ha immediatamente fatto scattare le indagini.
A fornire un contributo decisivo all’attività investigativa sono stati i sistemi di videosorveglianza privata presenti nella zona e i lettori targa installati lungo il circuito cittadino. L’analisi delle immagini raccolte ha permesso agli inquirenti di ricostruire il percorso seguito dallo scooter utilizzato per la fuga e di individuare elementi ritenuti utili per risalire ai presunti responsabili. La ricostruzione degli spostamenti avrebbe consentito ai carabinieri e alla Procura di delineare il quadro accusatorio nei confronti dei due giovani, portando alla richiesta e successiva applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari.
Gli investigatori stanno comunque proseguendo gli approfondimenti per chiarire ogni aspetto della vicenda. In particolare, sono in corso verifiche sulla possibile presenza di eventuali complici incaricati di svolgere il ruolo di “vedette”, con il compito di segnalare ai rapinatori la presenza di possibili vittime. Secondo gli elementi raccolti finora, infatti, i due indagati avrebbero effettuato diversi passaggi davanti al ristorante prima della rapina, come se stessero attendendo il momento più favorevole per entrare in azione. Un comportamento che ha spinto gli investigatori a ipotizzare che il colpo potesse essere stato preparato e non frutto di un incontro casuale.









