Conte analizza i Mondiali: la lezione tattica

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Cronache sport calcio
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Antonio Conte ha offerto un’analisi approfondita delle tendenze emerse durante l’ultima Coppa del Mondo, soffermandosi su due protagonisti: Harry Kane e Lautaro Martinez. “Kane non è solo un grande nove, ma anche quasi un dieci”, ha spiegato Conte, sottolineando la sua capacità di agire da regista. “È un giocatore eccezionale, un leader a cui i compagni si affidano”.

Riguardo a Lautaro Martinez, che ha allenato all’Inter, ne ha elogiato la crescita costante e il carisma. “C’è un’Inter con Lautaro e una senza. La sua presenza sposta tanto”. L’allenatore ha evidenziato come l’attaccante argentino abbia saputo mettere il proprio ego al servizio della squadra, un aspetto fondamentale per il successo del gruppo.

Allargando il discorso alle tendenze tattiche, Conte ha osservato come il calcio sia diventato sempre più globalizzato. “Oggi non ci sono squadre impreparate. Tutti hanno un’organizzazione difensiva di buon livello”, ha affermato. Secondo l’ex c.t., è finita l’era in cui le nazionali meno blasonate concedevano ampi spazi a causa di una preparazione tattica inferiore.

Una delle soluzioni più evidenti del torneo è stata l’uso del blocco basso, che non ha sorpreso l’allenatore. “Sono contento di averla vista, perché ogni squadra deve capire come far emergere il proprio potenziale”. Ha precisato che non è una strategia riservata solo alle formazioni meno forti: “Se vuoi vincere, il blocco basso devi saperlo fare. Il segreto è cambiare atteggiamento durante la partita”.

Per superare difese così chiuse, ha indicato soluzioni come i cambi di gioco sul lato debole, i tiri da fuori e gli inserimenti senza palla. Conte ha poi dichiarato superata la vecchia concezione dei moduli. “Non ha più senso parlare di difesa a tre o a quattro. Adesso esistono un sistema offensivo e uno difensivo”. L’allenatore ha spiegato che oggi si difende in cinque o sei giocatori, rendendo obsoleti gli schemi tradizionali.

“La stessa situazione di gioco viene studiata sia per finalizzare l’azione sia per preparare la fase difensiva in caso di palla persa”, ha aggiunto. Il calcio moderno, secondo l’analisi di Conte, si basa su sistemi fluidi come il 3-2-5 o il 2-3-5 in attacco, che si trasformano in un 5-4-1 in fase di non possesso. “Vince chi è completo, chi attacca con coraggio e difende con intelligenza”.

L’allenatore ha anche segnalato alcuni giocatori meno noti che lo hanno colpito: Hassan dell’Egitto, Bouaddi del Marocco e Oulai della Costa d’Avorio. Infine, ha concluso con un pensiero sull’Italia, evitando analisi complesse: “È l’ora dei fatti, non delle chiacchiere e della politica. Non possiamo saltare tre Mondiali di fila”.

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