Ndour: “Quel no alla Juve e il futuro alla Fiorentina”

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Cronache sport calcio
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Cher Ndour, centrocampista della Fiorentina, ha ripercorso le tappe fondamentali della sua carriera, iniziata sui campetti d’oratorio e proseguita nei settori giovanili di Brescia e Atalanta. Ha raccontato come, fin da bambino, giocasse con ragazzi più grandi, sviluppando una creatività che lo ha sempre contraddistinto. Il suo nome, Cher, che in senegalese significa “uomo saggio”, riflette un’attitudine riflessiva che lo ha guidato in scelte importanti.

Cresciuto con una madre italiana e un padre senegalese, ha spiegato come questo mix di culture gli abbia permesso di sviluppare una grande apertura mentale. Questa caratteristica si è rivelata decisiva a 16 anni, quando ha scelto di trasferirsi all’estero, una decisione inizialmente non facile per la sua famiglia ma poi supportata. Ha ricordato di non pentirsi delle sue decisioni, come quando a 13 anni ha rifiutato la Juventus per rimanere all’Atalanta, ritenendo fosse troppo presto per trasferirsi in un convitto.

Il suo percorso lo ha portato prima al Benfica, un club che ha scelto per la sua capacità di lavorare con i giovani. I primi mesi in Portogallo sono stati complicati dalla pandemia, ma l’esperienza si è rivelata formativa. Due anni dopo è arrivato il passaggio al Paris Saint-Germain di Luis Enrique, un’esperienza che ha descritto come vivere dentro un videogioco. Trovarsi in uno spogliatoio con campioni come Kylian Mbappé, che ha definito impressionante per l’intensità in allenamento, e l’accoglienza di Gianluigi Donnarumma sono stati momenti indimenticabili.

Dopo le esperienze con Braga e Besiktas, la scelta di tornare in Italia è ricaduta sulla Fiorentina. Ha sottolineato come i cinque anni all’estero lo abbiano fatto crescere, permettendogli di imparare quattro lingue e di confrontarsi con campionati diversi. Il progetto del club viola, il centro sportivo di alto livello e l’attenzione per i giovani lo hanno convinto che Firenze fosse la piazza giusta per la sua maturazione.

Un capitolo importante della sua carriera è legato alla Nazionale italiana. Ha ricordato con orgoglio la vittoria dell’Europeo Under 19 nel 2023, sottolineando il forte rapporto con il tecnico Alberto Bollini. Nonostante l’interessamento del Senegal, ha confermato di non aver mai avuto dubbi, sentendo le sue radici prevalentemente in Italia. Il debutto con la Nazionale maggiore, avvenuto a giugno, rappresenta per lui un punto di partenza, con l’obiettivo di essere riconvocato per i prossimi impegni.

Guardando al presente, si è detto orgoglioso di essere considerato un punto fermo della Fiorentina, ringraziando la dirigenza per la fiducia. In merito al nuovo tecnico Fabio Grosso, ha espresso fiducia nelle sue idee propositive. L’obiettivo è costruire un progetto a lungo termine, sfruttando il potenziale di una squadra giovane e ambiziosa.

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