Il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, ha suscitato un dibattito con una dichiarazione sul calcio, pronunciata in un momento di grande successo per il movimento tennistico. “A che ora gioca la Nazionale? Mi sono distratto con Wimbledon”, ha affermato, generando reazioni critiche per il tono considerato provocatorio.
La sua battuta è stata interpretata come un gesto di rivalsa verso uno sport storicamente più seguito. Nonostante a Binaghi vengano riconosciuti meriti indiscutibili nella crescita del tennis italiano, testimoniata dall’aumento dei tesseramenti e dai successi internazionali, il suo commento è stato giudicato da alcuni osservatori come poco elegante.
L’episodio ha innescato un confronto tra l’atteggiamento del presidente e quello di atleti come Jannik Sinner, spesso citato come esempio di sportività e rispetto per l’avversario. La contrapposizione suggerita da Binaghi tra un “tennis che educa” e un “calcio che bluffa” è stata contestata ricordando figure iconiche del calcio italiano che hanno rappresentato modelli etici e morali.
Sono stati citati esempi come Gigi Riva, Giacinto Facchetti, Gaetano Scirea e Paolo Maldini, simboli di correttezza e lealtà. Si è inoltre sottolineato come il calcio, in quanto sport di squadra, educhi alla socialità e alla gestione del contatto fisico, valori diversi ma non inferiori a quelli del tennis.
Infine, è stato messo in luce il contributo del calcio alla storia sportiva del Paese. Nei 47 anni intercorsi tra la prima e la seconda vittoria dell’Italia in Coppa Davis, il pallone ha regalato alla nazione due Coppe del Mondo, un Campionato Europeo e numerosi trofei vinti dai club a livello internazionale.
L’invito rivolto al presidente federale è stato quindi quello di celebrare la straordinaria epoca d’oro del tennis italiano con uno stile più inclusivo, evitando confronti che possano sminuire altre discipline e seguendo l’esempio di eleganza offerto dai suoi stessi campioni.








