Camorra, sciolto il Comune di Castellammare di Stabia. Palazzo Chigi manda a casa l’Amministrazione

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Sciolta l'Amministrazione di Luigi Vicinanza a Castellammare di Stabia
Sciolta l'Amministrazione di Luigi Vicinanza a Castellammare di Stabia

CASTELLAMMARE DI STABIA – Una ferita che si riapre, una storia che, purtroppo, sembra ripetersi con una cadenza drammatica. Castellammare di Stabia scrive una delle pagine più difficili della sua storia recente: Palazzo Chigi ha disposto lo scioglimento del consiglio comunale per condizionamento da parte della criminalità organizzata. Il provvedimento, arrivato su proposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, mette fine all’esperienza amministrativa di Luigi Vicinanza, giornalista eletto sindaco nel giugno 2024 alla guida di una vasta coalizione di quattordici liste.

La decisione giunge al culmine di un percorso iniziato il primo febbraio scorso, con l’insediamento della Commissione d’accesso agli atti presso Palazzo Farnese. Tre mesi di analisi serrata, conclusisi il primo aprile, hanno portato gli ispettori del ministero a consegnare al governo un quadro che ha reso inevitabile il ritorno del commissariamento. Per la città stabiese si tratta di un triste deja-vu: solo due anni fa, infatti, l’amministrazione guidata dall’esponente di Forza Italia, Gaetano Cimmino, era stata interrotta per le medesime ragioni.

Luigi Vicinanza, che aveva ricevuto la fascia tricolore dal prefetto Raffaele Cannizzaro, si prepara ora a riconsegnarla a un nuovo rappresentante dello Stato. Il mandato del sindaco, sostenuto da un campo largo che includeva il Partito democratico, si infrange così contro il muro di una relazione prefettizia che ha evidenziato le criticità del contesto amministrativo locale.

L’ormai ex primo cittadino ha accolto la notizia con fermezza, rivendicando la correttezza del proprio operato e lanciando, al contempo, un pesante affondo politico contro i vertici del suo stesso schieramento. “Nel massimo rispetto della decisione assunta dal governo, attendo ora di conoscere le motivazioni del provvedimento che ha disposto lo scioglimento del Comune di Castellammare di Stabia – ha detto a caldo – Sono convinto di lasciare una città in condizioni migliori rispetto a quelle in cui l’avevo trovata, grazie a un lavoro costante, concreto e silenzioso portato avanti in questi anni. Auspico che Castellammare non torni nell’immobilismo amministrativo che avevo riscontrato al mio insediamento e che ha caratterizzato gran parte degli ultimi vent’anni”.

Vicinanza ha rimarcato di aver “sempre sostenuto che è nei vuoti amministrativi che la criminalità organizzata trova lo spazio per radicarsi”. Per questo ha rivendicato “la scelta di non essermi dimesso e di aver portato a termine il mandato affidatomi dai cittadini, onorando fino in fondo la fiducia e la speranza che avevano riposto in me. E’ grazie al loro sostegno se sono rimasto al mio posto, a lavorare, fino all’ultimo minuto. Resta l’amarezza per non aver ricevuto dal principale partito del centrosinistra il sostegno che avrei ritenuto opportuno. Al contrario, ho subìto continui attacchi personali da parte della componente più giustizialista e settaria del Pd guidato da Elly Schlein”.

“Un metodo di delegittimazione che, a mio avviso, è molto lontano da una sana dialettica democratica e dal modo in cui la politica dovrebbe porsi al servizio delle comunità che amministra. Lascio l’incarico di sindaco, che ho avuto l’onore di ricoprire per due anni, con la serenità di aver sempre agito nell’interesse della città, con impegno e senso delle istituzioni”, ha concluso.

“Il Governo Meloni non può consentire alcuna recidiva di zone d’ombra – ha detto, invece, Sergio Rastrelli – Opportuno in questo senso, è stato l’approfondimento svolto in Commissione Antimafia, sia per definire la gravità del livello di infiltrazione camorristica all’interno dell’apparato amministrativo, sia per qualificare l’indecente atteggiamento del Partito democratico, che dapprima ha sostenuto senza riserve l’amministrazione, salvo poi abbandonare pavidamente un sindaco perbene al suo destino. Ora è giunto il tempo per attivare una radicale bonifica”.

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