La scelta del nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana di calcio è alle porte. Il presidente della Federcalcio, Giovanni Malagò, ha confermato che la decisione arriverà a breve, chiedendo ancora “qualche giorno di pazienza” per definire una nomina pienamente condivisa ai vertici federali.
Sul tavolo dei candidati figurano nomi noti come quelli di Roberto Mancini e Andrea Pirlo, ma il presidente non ha escluso la possibilità che possano emergere anche altri profili. La discussione, tuttavia, non si limita alla rosa dei papabili, ma si estende a una riflessione strategica ed economica di più ampio respiro.
Malagò ha affrontato direttamente l’ipotesi di ingaggiare un allenatore di fama mondiale, un cosiddetto “mammasantissima”. Ha sottolineato come un’opzione di questo tipo richieda un’attenta valutazione economica: “Se anche un grande nome fosse interessato, che pretese ha? E queste sono conciliabili con i nostri bilanci?”.
Il numero uno della FIGC ha fornito un quadro chiaro delle attuali disponibilità finanziarie, spiegando che le risorse sono limitate. Ha menzionato la quota residua dell’ingaggio di Gennaro Gattuso come parametro, definendola “lontana mille miglia” dalle possibili richieste di un tecnico di primo piano. Ha inoltre precisato che eventuali aiuti economici da parte della Lega Serie A o degli sponsor riguarderebbero esercizi futuri, non l’immediato, poiché “sul 2026 i giochi sono fatti”.
Il presidente federale ha quindi proposto modelli alternativi, citando i recenti successi di Lionel Scaloni con l’Argentina e di Luis de la Fuente con la Spagna. “Scaloni, senza un pedigree pazzesco, ha fatto un percorso incredibile. De La Fuente viene dalla filiera giovanile”, ha osservato Malagò.
Questi esempi servono a rafforzare la sua tesi principale: al di là del singolo nome che siederà sulla panchina azzurra, la vera priorità è intervenire sulla struttura del calcio italiano. Secondo Malagò, è fondamentale “sistemare l’organizzazione e la metodologia per far sì che gli italiani giochino di più e siano valorizzati”. Un progetto a lungo termine che va oltre la semplice nomina del nuovo commissario tecnico.





